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mercoledì 14 luglio 2010

VMware vSphere 4.1

Il 13 luglio VMware ha annunciato la disponibilità della versione 4.1 di vSphere.

vSphere 4.1 rappresenta un ulteriore passo nella trasformazione dell’infrastruttura IT che grazie a questo Virtual Datacenter OS, può essere gestita ancora più efficientemente. La soluzione porta numerosi miglioramenti suddivisibili nelle seguenti aree:
  • installazione e deployment
  • storage
  • rete
  • affidabilità
  • gestione
  • miglioramenti s ulla piattaforma
  • ecosistema di partner

Di seguito vengono riportati i miglioramenti più significativi categorizzati secondo le aree sopra indicate.

Installazione e Deployment
  • vSphere 4.1 sarà l’ultima piattaforma che metterà a disposizione, come Hypervisor sia ESX sia ESXi. Dalla major release successiva il virtualizzatore sarà disponibile solo come ESXi, è quindi auspicabile pensare già da ora ad adottare ESXi o provvedere alla migrazione dei server ESX esistenti.
  • Il vSphere Client 4.1 è stato rimosso dal kit di installazione dell’Hypervisor; dopo l’installazione sarà possibile scaricare il software dal sito VMware oppure dal vCenter Server
Storage
  • ESXi ora supporta il boot from SAN in ambiente Fibre Channel , iSCSI e FCoE.
  • ESX è in grado si demandare le operazioni legate allo storage su specifiche apparecchiature. Si parla quindi di accelerazione dell’hardware e di integrazione con l’array attraverso le vStorage API (VAAI), che permettono di eseguire operazioni più velocemente con un consumo inferiore delle risorse quali CPU, memoria e banda.
  • Con vSphere 4.1 ESX è migliorata la visibilità del throughput e della latenza dell’host e delle VM cosi come il supporto per la risoluzione dei problemi legati di performance dello storage. Le statistiche relative ai datastore NFS sono disponibili sia nella scheda performances in vCenter sia in esxtop.
  • Gestione del quality-of-service per lo storage I/O, attraverso il controllo di share e limiti che permettono di migliorare l’accesso allo storage da parte delle VM indipendentemente dall’host sul quale stanno girando. Attraverso il controllo dell’I/O gli amministratori di vSphere sono in grado di assicurare sempre, alle VM più importanti l’adeguato accesso alle risorse dello storage anche in caso di congestione.
Rete
  • Controllo del Network I/O che permette il partizionamento flessibile della banda delle NIC fisiche a seconda delle tipologie di traffico, compreso quello delle VM, di vMotion, VMware Fault Tolerance e traffico dello storage via IP (solo per i vNetwork Distributed Switch ).
  • Supporto per l’adeguamento dinamico dell’algoritmo di teaming per il load balancing, per distribuire efficacemente il carico di lavoro tra tutte le schede di rete fisiche associate ad un vNetwork Distributed Switch.
Affidabilità
  • Supporto completo per le VM protette da “Windows Failover Clustering” (ex MSCS) ospitate in un cluster VMware HA.
  • Miglioramenti sulla scalabilità di VMware HA, ovvero è stato eliminato il limite di VM “sostenibili” in base al numero di nodi appartenenti al cluster.
  • Il vSphere client fornisce, nella dashboard per VMware HA, una nuova finestra chiamata “Cluster Operational Status”. Questa finestra mostra maggiori informazioni sullo stato delle attività correnti di VMware HA compreso gli specifici errori e stato per ogni host del cluster.
  • Miglioramenti su VMware Fault Tolerance, ovvero il controllo automatico del piazzamento della VM primaria e secondaria su host differenti ma con un livello di patch compatibile fra di loro evitano situazioni nelle quali la differenza di software tra gli Hypervisor non permetta la corretta esecuzione di FT. Inoltre è possibile disabilitare VMware HA anche quando ci sono VM protette da FT all’interno del cluster, permettendo azioni di manutenzione all’ambiente senza la necessità di disabilitare FT.
  • Interoperatività tra DRS, VMware HA e Fault Tolerance , ovvero le VM protette da FT potranno beneficiare delle funzionalità di DRS sia per quanto riguarda il bilanciamento sia per l’accensione; oltre alla “collaborazione” tra DRS ed HA in caso di avvio dio VM a causa del crash di un host..
  • Miglioramenti delle performance per la rete di logging utilizzata da Fault Tolerance finalizzati ad ottimizzare il throughput e riducendo il carico sulla CPU. Introdotto il supporto per le NIC virtuali vmxnet3 per le VM protette da FT.
  • Con vSphere 4.1 è possibile gestire più sessioni concorrenti VMware Data Recovery
  • Miglioramenti per le “vStorage APIs for Data Protection (VADP)” che offrono il supporto della quiescenza VSS per Windows Server 2008 e Windows Server 2008 R2, garantendo la consistenza applicativa per le operazioni di backup/restore.
Gestione
  • Miglioramenti della vCLI, con l’introduzioni di controlli per SCSI, VAAI, rete e per le VM, compresa la possibilità di terminare VM non più operative.
  • Possibilità di ridirigere le porte seriali delle VM attraverso la rete.
  • Possibilità di utilizzare Host Profiles per la gestione del cambio password dell’amministratore, supporto per Cisco Nexus 1000V e per l’ordinamento dei device PCI.
  • vCenter Update Manager 4.1 introduce il supporto per la gestione delle patch richiamate (Handling Recalled Patches), ovvero UM è in grado di inviare immediatamente una notifica sulle patch critiche che vengono richiamate evitando che queste vengano applicate anche se sono già state scaricate.
  • Miglioramento per il “Power Management” ovvero il supporto per lo stato di “deep sleep” per ridurre il consumo di corrente elettrica. Il vSphere Client grazie alla sua GUI permette di scegliere una delle 4 policy per la gestione dello stato di power dell’host, inoltre è possibile, per le nuove piattaforme dotate di power meter, osservare la storia dei consumi energetici dell’host.
Miglioramenti sulla piattaforma
  • vCenter Server 4.1 è in grado di supportare il triplo delle VM e di host rispetto alla versione precedente così come sono aumentati il numero concorrente di vSphere cliente i limiti di Linked Mode, vMotion, e vNetwork Distributed Switch.
  • Implementazione di nuove ottimizzazioni per le architetture AMD-V e Intel VT. Miglioramento dell’efficienze nell’utilizzo della memoria attraverso lo sviluppo della feature “Memory Compression”. I miglioramenti dello storage consentono di avere performance significative in ambiente NFS, nelle operazioni di provisioning, accensione e spegnimento delle VM (specialmente in ambito VDI).
  • Riduzione dell’overhead della memoria soprattutto per le macchine di grandi dimensioni su sistemi con CPU che forniscono il supporto hardware MMU (AMD RVI or Intel EPT).
  • Introduzione del supporto per l’affinità tra Host e VM nel cluster DRS, che fornisce la possibilità di restringere il piazzamento di una VM in un sottoinsieme di host appartenenti al cluster. Questa funzionalità è indicata per venire incontro a particolari esigenze dei modelli di licenza offerti dagli ISV o, in caso di host distribuiti in diversi armadi, per confinare VM in aree fisiche circoscritte (stesso armadio, stessa sala, stesso chassis in caso di utilizzo di blade).
  • Memory Compression, nuova funzionalità che introduce un ulteriore livello nella gerarchia tra RAM e disco. Meno rapida della RAM ma più rapida dell’accesso al disco la memoria compressa migliora le performance delle VM durante le fasi di contesa, cercando di evitare lo swap su disco.
  • vSphere 4.1 migliora significativamente vMotion per ridurre il tempo complessivo necessario all’evacuazione massiva delle VM negli host in caso di attività di manutenzione. Il risultato è l’incremento del numero simultaneo di migrazioni supportate per host in finzione delle tipologia di adattatori di rete utilizzati.
  • Integrazione di Active Directory per ESX/ESXi per la gestione semplificata de’’autenticazione degli utenti sull’Hypervisor. Grazie a questa funzionalità è possibile gestire ruoli e permessi utilizzando Host Profiles
  • Supporto per il Passthrough dei device USB , ovvero la capacitò di una VM di utilizzare le periferiche USB collegate all’host fisico sul quale la VM è in esecuzione.
  • Miglioramento di Enhanced vMotion Compatibility (EVC) che includono i processori AMD Opteron Gen. 3 (no 3DNow!)
Ecosistema di partner
  • vCenter Update Manager è in grado di fornire patch ed aggiornamenti per moduli di terze parti, ad esempio PowerPath il software di multipathing di EMC.
  • Possibilità di poter creare VM SMP o multicore.
  • Estesa la lista dei processori supportati, ad esempi o la seria Intel Xeon 7500 (Nehalem-EX).
Per maggiori informazioni è possibile:

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