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martedì 30 novembre 2010

Errore nell’aggiunta di un disco RAW (RDM) in una VM

Per aggiungere un disco RAW ad una macchina virtuale (RDM) ESX si avvale di un proxy file, di fatto un puntatore, che viene scritto in un datastore scelto dall’utente (il default è la home della VM) e referenziato all’interno del file VMX.

A livello di VMFS il proxy file non occupa spazio all’interno del datastore dove viene collocato ma riporta la dimensione effettiva della LUN alla quale punta. Se durante l’aggiunta di un disco RAW in una VM il sistema mostra l’errore:

“File [datastorename] foldername/filename.vmdk is larger than the maximum size supported by datastore”

significa che, a causa delle dimensioni della LUN, il datastore scelto per posizionare il proxy file utilizza un block size non idoneo ad ospitare il file (anche se “fittizio”). Per la VMFS 3 la relazione che legail block size con la dimensione massima dei file nel file system è la seguente:
  • Block size 1 MB = grandezza massima del file 256 GB
  • Block size 2 MB = grandezza massima del file 512 GB
  • Block size 3 MB = grandezza massima del file 1 TB
  • Block size 4 MB = grandezza massima del file 2 TB

Per risolvere il problema appena descritto è necessario posizionare il proxy file scegliendo un datastore formattato con un block size sufficientemente grande per il proprio “file puntatore”. Per osservare la dimensione del block size del proprio datastore è sufficiente chiedere le proprietà del datastore stesso ed osservare i dettagli.

Proprietà del datastore VMFS



Per maggiori informazioni consultare le seguenti KB:

lunedì 29 novembre 2010

da PC a Thin in pochi passi

Spesso durante l'implementazione di progetti su VMware View i clienti mi chiedono soluzioni che permettono di convertire i PC su cui lavorano gli utenti in postazioni per l'accesso VMware View senza sostituirlo immediatamente con un thinclient.

Recentemente ho effettuato una simpatica e veloce conversione usando un kit completamente gratuito che puo tornare utile che si chiama RK Launcher.

Il trick si basa sulla sostituzione della Shell Standard di Windows XP (Explorer.exe) con l'eseguibile del VMware View client e consiste nei seguenti e veloci passi:

- Partire da un PC Windows XP SP2/SP3
- Creare un utente in autologin con il comando control userpasswords2
- Modificare le seguenti chiave di Registro:

- Creare la cartella c:\Batchfiles:

- Creare lo script View.cmd:
@echo off
:View
"C:\Program Files\VMware\VMware View\Client\bin\wswc.exe"
goto View

- Creare lo script view.vbs:
Set WshShell = CreateObject("WScript.Shell")
WshShell.Run chr(34) & "C:\BatchFiles\RK\RKLauncher.exe" & Chr(34), 0
WshShell.Run chr(34) & "C:\BatchFiles\view.cmd" & Chr(34), 0
Set WshShell = Nothing

Qualche personalizzazion e dopo il reboot ed ecco il risultato:


:-) Carino vero?

Ovviamente questa soluzione e' solo di "facciata" in quanto non fornisce una vera e propria soluzione "sicura e thin" e dopo qualche tempo gli utenti piu' sgamati riusciranno a raggirarla.

Esistono invece diverse soluzioni commerciali in grado di fare boot direttamente da chiavetta USB (cito quelle italiane ma con google ne troverete altre) molto interessanti come Thinware:

ed una sua fusione con la "non-chiavetta" Keepod chiamata ThinKeepod.

Buon lavoro e a presto,
Sivix.

lunedì 8 novembre 2010

vCenter 4.1: errore nei grafici di performance

I grafici del pannello “Performance Overview” non vengono visualizzati correttamente. I sintomi sono:

  • dopo il cambio dell’ora i grafici di performance non vengono mostrati;
  • i grafici relative alla settimana passata, mese passato ed anno passato non vengono mostrati;
  • i grafici sulle performance e sullo spazio dei datastore non vengono mostrati;
  • l’errore mostrato è “The chart could not be loaded
Il problema affligge solo VMware vCenter 4.1 quando il tempo viene riportato indietro di un’ora, evento che coincide con il passaggio dall’ora legale a quella solare.

Come soluzione temporanea è possibile:

  • selezionare le opzioni disponibili per i grafici avanzati (Advanced Chart), scegliendo il tipo di grafico che si desidera osservare;

vSphere 4.1: Advanced Chart Options

  • utilizzare un intervallo di tempo personalizzato, escludendo le ore nel quale il cambiamento di orario è avvenuto.

vSphere 4.1: Performance Overview

Per maggiori informazioni consultare le KB 1030305

giovedì 4 novembre 2010

Matrice di interoperatività tra i prodotti VMware

Con l’aumentare delle soluzioni proposte da VMware e vista la dipendenza tra i diversi prodotti, diventa complesso verificare se tutte le componenti sono reciprocamente compatibili.

Recentemente VMware ha reso disponibile nell’area “Technical Resource Center” un semplice quanto indispensabile tool web based per verificare le matrici di compatibilità tra i diversi software.

Per testare le funzionalità del servizio è sufficiente puntare all’URL: http://www.vmware.com/resources/compatibility/sim/interop_matrix.php

mercoledì 3 novembre 2010

Tech Preview: Storage DRS

Ulteriore anteprima del VMworld la funzionalità S-DRS o meglio Storage DRS. Il relatore ha precisato che il prodotto non esiste ancora ma che si tratta di un progetto aperto ed in continuo sviluppo da 3 anni.

Descrizione del problema

Oggi il bilanciamento operato a livello di VM investe solo CPU e RAM grazie a VMotion e DRS. Con vSphere 4.1 è stata introdotta la funzionalità di “Storage I/O Control” che per mette, lato storage, di gestire proporzionalmente l’accesso alla risorsa indirizzando il problema del “vicino noioso” (noisy neighbor).

SDRS cerca di indirizzare il problema del piazzamento del VMDK, in quanto determinare il datastore più efficiente per le VM nel momento della sua creazione è pressoché impossibile. In queste circostanze Storage VMotion può aiutare, ma il “dilemma” della scelta della LUN di destinazione comunque rimane. “I/O Balancing” e “Space Avoidance” sono i parametri che uno strumento di automazione per il placement del VMDK deve considerare.

Concetti

Verrà introdotto una nuova entità logica chiamata “Datastore Group”, oggetto equivalente al “Cluster” utilizzato nell’inventario “Host & Cluster”. Il Datastore Group sarà un oggetto in grado di supportare tutte le tipologie di datastore e potrà contenere datastore di diverso tipo.

Funzionalità:
  • semplificare il placement iniziale del VMDK, inteso sia come piazzamento iniziale che come bilanciamento in base al carico di lavoro;
  • possibilità di creare delle regole di affinità/antiaffinità a livello di dischi virtuali;
  • possibilità di gestire la “modalità di manutenzione” anche a livello di datastore;
  • possibilità di aggiungere nuovi datastore al gruppo, con il ricalcolo automatico delle soglie per il bilanciamento.

Workflow:
  • creazione del “Datastore Group” quale figlio dell’oggetto “Datacenter”. Impostazione della soglia di automazione (no automation, manual, e fully automated);
  • definizione delle regole a runtime (Runtime Rules) ovvero impostazione delle soglie relative a spazio e latenza per disciplinare l’automazione;
A questo punto nel wizard di creazione delle VM oltre a scegliere in quale cluster appoggiare la VM sarà possibile indicare in quale "Datastore Group" posizionare i vmdk. In questa fase non avendo altri riferimenti se non la dimensione del disco virtuale il sistema provvederà a fornire delle raccomandazione sul posizionamento del disco (Placement Recommendation).

SDRS in azione:
  • osserva il carico di lavoro a livello di storage e ribilancia una sola volta in un intervallo di tempo;
  • di default sposta le VM se il datastore è consumato fino all’80%, prendendo in considerazione anche la velocità di crescita dei dischi thin;
  • il bilanciamento è fatto in base a dei modelli (device modeling) che tengono presente il diverso numero di dischi, la natura del disco (es. SATA vs FC), tipologia di RAID, tutte elementi non visibili a livello di datastore.
Futuro di SDRS

Nonostante la feature non sia ancora disponibile VMware sta già pensando ad ulteriori sviluppo quali:
  • impostazioni di quote;
  • integrazione nei Resource Pool dei controlli relativi allo storage;
  • più controlli sul piazzamento iniziale, magari pensando ad un modello che è in grado di analizzare dinamicamente i dati raccolti dai vmdk contenuti nei datastore
Per maggiori informazioni è possibile consultare la registrazione della sessione tenuta al VMworld (necessario disporre un account per accedere al documento).

lunedì 1 novembre 2010

Il futuro di SRM

VMware ha rilasciato SRM (Site Recovery Manager) nel 2008, prodotto destinato alla gestione del Disaster Recovery.

Uno dei principali vantaggi del prodotto consiste nella possibilità di creare semplicemente un piano di esecuzione (runbook) che specifica in dettaglio gli step che devono essere eseguiti dopo l’annuncio di disastro e più in dettaglio come le macchine virtuali e le relative configurazioni verranno protette.

Il piano, oltre a poter essere mantenuto nel tempo, può essere testato senza creare disservizi all’ambiente produttivo, creando dei report utili da allegare alla documentazione per la gestione del piano di disastro.

Allo stato attuale il prodotto necessita di una replica a livello di storage, rendendo la soluzione fruibile solo per determinate tipologie di SAN.

Nel recente VMworld, VMware ha anticipato alcuni sviluppi futuri del prodotto, quali la possibilità di replicare le singole VM, indipendentemente dalla tipologia di storage attraverso l’host grazie alla Host Based Replication.

Questa funzionalità, che al momento è ancora in fase di sviluppo e potrebbe non essere rilasciata, sarà una proprietà della VM, garantendo una granularità migliore della LUN e attivabile attraverso un’opzione da GUI. Tra le caratteristiche del prodotto:
  • non utilizzo delle snapshot;
  • invio dei soli delta nel sito remoto;
  • i cambi delle VM vengono tracciati nei VMX;
  • consistenza dei dati, anche se non è garantita per sistemi complessi;
  • copia/replica parziale della VM;
  • possibilità da parte dell’utente di selezionare il Recovery Point Objective (RPO), ed ESX seleziona la migliore schedulazione;
  • assenza di uno Storage Array Replicator (SRA);
  • possibilità di fornire una prima copia sulla quale far partire le repliche successive per risparmiare banda.

Come anticipato il prodotto è ancora in fase di sviluppo, per maggiori informazioni è possibile consultare la registrazione della sessione tenuta al VMworld (necessario disporre un account per accedere al documento.