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mercoledì 26 gennaio 2011

Alta affidabilità per vCenter Server

vCenter Server nella suite VMware vSphere è il prodotto che permette, tra le altre funzionalità, di controllare e gestire interamente gli host ESX/ESXi con le relative VM. Grazie a vCenter Server è possibile creare cluster per proteggere le VM e/o per bilanciarle tra gli host appartenenti al cluster stesso.

Il vCenter Server, se non protetto, può diventare il "single point of failure” dell’infrastruttura e se la sua assenza può non causare problemi alle VM esistenti ed in esecuzione, limita le attività di gestione, manutenzione e monitoraggio dell’intero ambiente. Se l’ambiente vSphere è inoltre arricchito da ulteriori add-on che fanno leva sui dati di consumo delle risorse, raccolti nel database di vCenter Server, un suo default potrebbe avere impatti più significativi.

La protezione di vCenter Server è strettamente legata a due fattori:
  • alla tipologia di server, fisico o virtuale, che ospita il servizio;
  • downtime massimo tollerato o al tempo di reazione necessario al riavvio del servizio.

Se vCenter è stato installato su una macchina fisica è possibile ricorrere a soluzioni VMware o soluzione di terze parti.

Rimanendo in casa VMware è possibile proteggere vCenter attraverso il prodotto VMware vCenter Server Heartbeat, che oltre al servizio può proteggere tutte le sue componenti: dal database agli add-on come VMware vCenter Update Manager e VMware View Composer. VMware vCenter Server Heartbeat non discrimina sulla natura della macchina da proteggere, è quindi possibile proteggere in vCenter fisico con uno virtuale, oppure con entrambe i nodi fisici, oppure ancora con entrambe i nodi virtuali.

Una ulteriore soluzione che sfrutta strumenti VMware, anche se artigianale, è quella di avere una VM in stand-by pronta ad essere eseguita in caso di fallimento del vCenter principale. La VM in questione potrebbe essere il frutto di una periodica attività di conversione eseguita con VMware vCenter Converter. In questo scenario è necessario tener presente che il failover non è automatico e, soprattutto, che la macchina avviata sarà allineata con i dati dell’ultima conversione avvenuta.

Scegliendo soluzioni di terze parti è possibile utilizzare tecniche di clustering tra le quali MSCS (Microsoft Cluster Services noto anche come Failover Clustering) o VCS (Veritas Cluster Services). In questi casi oltre ai requisiti minimi di sistema necessari al vCenter è necessario utilizzare sistemi operativi qualificati dai produttori del software di clustering. Sull’effettivo supporto di queste soluzioni scriverò un articolo ad hoc, nel mentre vi rimando alla KB 1024051

Parlando invece di una macchina virtuale ci si può affidare a VMware HA per la protezione del vCenter Server, sempre che un minimo di downtime sia tollerato e che, oltre al servizio vCenter (vpxd), sia protetto il relativo DB, elemento indispensabile al servizio. E’ invece escluso VMware Fault Tolerance in quanto i requisiti minimi per vCenter prevedono 2 CPU, requisito che squalifica il prodotto.

Per maggiori informazioni consultare la documentazione relativa a:

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