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domenica 31 luglio 2011

vSphere 5: miglioramenti lato CPU

32-vCPU: performance e scalabilità

VMware vSphere 5.0 permette la creazione di VM con 32 vCPU. L’utilizzo di un grande numero di vCPU in una VM può potenzialmente aiutare alcune applicazioni Tier 1 e Mission Critical ad avere migliori prestazioni e throughput e/o una migliore risposta durante l’esecuzione. VMware ha condotto, nei suoi laboratori, diversi test includendo applicazioni commerciali T1 e HPC. Le performance osservate erano simili a quelle native (92-97%) man mano che le applicazioni virtualizzate scalavano a 32 vCPU.

Miglioramenti relativi allo schedulatore per l’architettura Intel Simultaneous MultiThreading (SMT)

L’architettura SMT espone 2 HEC (Hardware Execution Contexts) per ogni singolo core. Il beneficio nell’utilizzare 2 HEC comporta un miglioramento di performance dal 10% al 30% in funzione del tipo di workload. In vSphere 5.0, la policy dello schedulatore della CPU è stata ottimizzata per questo tipo di architettura ed è in grado di bilanciare il massimo throughput e “l’imparzialità” (fairness) tra VM. Oltre alle migliorie già presenti in vSphere 4.1, VMware ha ulteriormente potenziato lo schedulatore SMT per assicurare la miglior efficienza e performance per le applicazioni mission critical.

Virtual NUMA (vNUMA)

Virtual NUMA (vNUMA) permette di esporre alla VM la topologia NUMA dell’HOST; i sistemi operativi guest in grado di gestire NUMA e le applicazioni potranno utilizzare nel modo più efficiente l’architettura del server fisico. vNUMA richiede il virtual HW 8, che offre considerevoli benefici in termini di performance per i sistemi operativi e le applicazioni studiate per l’ottimizzazione NUMA

Per maggiori informazioni consultare il technical white paper "What’s New in Performance in VMware vSphere™ 5.0"

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