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lunedì 29 agosto 2011

Comparazione tra VMware HA 4.x e vSphere HA 5.0

Con il rilascio di vSphere 5 anche VMware HA è stato ripensato.

VMware High Availability, fino a vSphere 4.x, era basato su Automated Availability Manager. Il sistema prevedeva che i primi 5 host nel cluster venissero promossi quali Host primari mentre i successivi come host secondari. Gli host primari avevano lo scopo di decidere dove far ripartire le VM, tener traccia dei tentativi di restart falliti e determinare quando è appropriato continuare a tentare di riaccendere una VM.

Il controllo sulla consistenza del cluster avviene attraverso lo scambio di pacchetti (heartbeat) fra i diversi host, nel caso di heartbeat mancante si è di fronte ad un crash di un host oppure ad un caso di isolamento il cui stato, nelle versioni pre vSphere 5, veniva appurato solo attraverso la rete.

vSphere 5 introduce un nuovo sistema chiamato Fault Domain Manager (FDM), anch’esso basato su agenti installati su ogni ESX. Nel cluster un host sarà il mastre mentre gli altri fungeranno da slave. Nel caso di crash, di spegnimento o rimozione dell’host master viene eletto un nuovo master tra gli slave.

L’host Master monitorizza lo stato degli slave per verificarne la disponibilità. Nel caso uno host slave fallisca le VM ospitate su di esso verranno riaccese. Oltre a questo l’host master monitorizza lo stato di power di tutte le VM da proteggere e gestisce la lista di tutti gli host nel cluster.

Per quanto riguarda lo stato di isolamento vSphere HA 5 si avvale di controlli sulla rete e sullo storage.

Per maggiori informazioni è possibile leggere la KB 2004401

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