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lunedì 31 ottobre 2011

Passo-Passo come installare e configurare VMware vCenter Operations

VMware vCenter Operations (1.0.1) è stato rilasciato al pubblico il 24 agosto 2011 ed è disponibile per il download.



Come per altre applicazioni viene rilasciato con una licenza prova per 60 giorni ed include anche la licenza per VMware vCenter CapacityIQ 1.5.

Come altri strumenti di gestione più recenti di VMware, anche vCenter Operations si presenta sotto forma di un file. Template OVF.

Qui la guida Passo Passo su come installare e configurare VMware vCenter Operations sulla propria infrastruttura VMware vSphere (la guida è in italiano).

mercoledì 26 ottobre 2011

Sintesi del VMworld Europe 2011

VMworld Europe 2011
VMworld Europe 2011
Il VMworld 2011 è stato diverso dalle edizioni passate sotto diversi aspetti. In primo luogo, dal mio punto di vista, non è stato un evento vSphere centrico, ma più equilibrato sul portafoglio delle tecnologie VMware. In particolar modo sono state messe in luce le soluzioni del pilastro End-User computing (View, per intenderci), la componente di gestione legata alle operazioni (vCenter Operation Manager) toccando anche le tematiche relative alla sicurezza (vShield).
Gli aspetti legati al datacenter non sono stati messe in secondo piano, ma credo che a distanza di 1 solo mese, le tematiche legate alla nuova versione di vSphere 5 non  rappresentino più una novità. Nel segmento datacenter si è detto come tutti gli assetti dell’infrastruttura sono sempre più pilotati dal software e quanto questo approccio faciliti la gestione rispetto ad un controllo eseguito a livello hardware; quest'ultimo infatti richiederebbe molte più operazioni a causa della possibile eterogeneità delle componenti.
Il tema dell’hardware, sempre più performante e meno costoso, introduce il concetto di HYPER DENSITY, ovvero la possibilità, dal punto di vista del carico di lavoro, di consolidare intere aziende, se non più datacenter, su singoli server. In questo scenario la gestione ed il numero di operazioni legate alle VM ed ai servizi in essi contenuti, aumentano in modo consideravole creando un enorme quantità di informazione e di metriche difficili da mettere in relazione. Emerge quindi la necessità di strumenti che possano agevolare queste attività come vCenter Operations.
Lato END-USER Computing, più che concentrarsi su VIEW e la suite di prodotti/funzionalità, viene messo in evidenza come le applicazioni e i dati vengono consumati. Quindi spazio a Horizon Application Manager, Project ThinApp factory e Project Octupus.
In evidenza il ruolo occupato dai nuovi device ed in particolare il virtual Phone ovvero la possibilità di far girare un telefono virtuale (aziendale) su un telefono fisico (personale).
Arrevivederci, speriamo, al prossimo VMworld a Barcellona.

giovedì 20 ottobre 2011

VMworld 2011: Partner Track Super Session (parte 3)

L’ultimo intervento della sessione si è svolto con la formula del “botta e risposta” tra Scott Aronson e Andy Hunt.

 

L'ecosistema dei partner si sta evolvendo, come vedete le diverse tipologie di partners inserirsi nelle priorità di VMware?
Nessuno ha tutte le soluzioni, le partnership vengono fatte per creare un gruppo che collabora per colmare quelle competenze reciprocamente mancanti. VMware stessa ha una rete di partnership in diverse aree, commerciali e tecniche distribuite su tutti i segmenti del proprio portafoglio prodotti.

 

In quali aree vedete le migliori opportunità per i partner?
Esistono 5 aree di crescita oltre ad un programma di incentivi tagliato in base al livello di partnership.

 

Cosa rispondere alle persone che pensano ancora a VMware come azienda con un solo prodotto?
VMware ha individuato 3 pilastri nella propria offerta, ognuno dei quali è composto da molti prodotti che compongono un’offerta di più di 60 soluzioni. Ad oggi solo chi non è partner VMware non conosce queste soluzioni. vSphere non è più un prodotto da “abbandonare” al cliente (Drop to the customer), per migliorare le opportunità e crescere è necessario valutando le necessità del cliente e farlo maturare secondo i nuovi standard dell’IT, contemporaneamente introdurre innovazione con i nuovi prodotti VMware e dell’ecosistema dei partner.

 

State facendo investimenti che saranno cruciali per il business in EMEA, quali sono?
Per ognuno dei pilastri prima illustrati VMware identifica lo stato corrente della soluzione, quanto arriverà presto e quanto è in sviluppo, secondo lo schema riportato sotto:

 

Potete dare maggiori informazioni su: SETs, VMware Professional Services e Partner Services?
I “Solution Enablement Toolkits” costituiscono uno strumento di formazione per accelerare i partner nell’acquisizione di una competenza. Sono già disponibili parecchi SETs, che oltre a coprire l’area si prevendita e vendita, sono suddividi per segmenti di mercato.



In merito ai Servizi Professionali, VMware non vuole creare una organizzazione parallela ed in competizione con i propri partner.

mercoledì 19 ottobre 2011

VMworld 2011: Partner Track Super Session (parte 2)

Il terzo intervento della sessione è di Maurizio Carli, General Manager EMEA.
Maurizio Carli
Maurizio Carli
Carli illustra i dati prodotti a livello EMEA, dai quali emerge che il 90% del business VMware è generato dai partner; passando poi in rassegna quelle che sono le priorità di VMware nel 2011 a livello europeo sintetizzabili in 3 punti:
  • continuare a crescere sui prodotti core: espandere la clientela ed invitare a virtualizzare le applicazioni Businesss Critical
  • allargare gli orizzonti: miglior segmentazione tra mercato Enterprise e SMB, accelerare la crescita nella gestione e nel virtual desktop, migliorando le competenze su tutto il portafoglio prodotti;
  • investire nel futuro: supporto ai partner grazie agli “Enablement programs” e attraverso relazioni più strette tra tutti gli operatori
Continua il suo intervento mostrando alcuni numeri derivati dalle analisi di mercato (Gartner e Canalys) e mostrando la case history di SEGA.
Sega
Sega
Sul tema delle analisi di mercato l’intervento successivo è stato affidato a Alistair Edwards di Canalys, azienda globale che fa analisi di mercato nel settore IT.
La prima analisi illustrata “I titani continuano a pilotare il mercato”, mostra i risultati di colossi come Apple, Cisco, Dell, EMC, Google, HP,IBM, Intel, Lexmark, Micorsoft, Oracle e SAP e rafforza il concetto di crescita che il settore dell’IT ha generato nonostante il periodo di recessione. Da questa analisi è possibile derivare che l’IT è un assetto fondamentale nelle aziende, anche se in alcuni casi rimane nascosto.
Trend Analysis
Trend Analysis
Secondo una ulteriore analisi, si “respira” positivismo, infatti il 63% delle aziende si aspetta nella seconda metà del 2011 una crescita, che in alcuni casi è a 2 cifre. Questo fenomeno sarà anche pilotato dalla “consumerizzazione” della tecnologia che rende sempre più stretta la forbice del mercato consumer e professionale determinato da fattori come: uso della tecnologia da casa, nuovi influenzatori, diversificazione dei formati, nuove forme di collaborazione, ruolo dell’IT e più sistemi operativi.
Market & Consumerization
Market & Consumerization
Le applicazioni aziendali, anche quelle critiche, dovranno essere ri-progettate. Il modello di applicazione monolitica con moduli aggiuntivi deve diventare un'applicazione/motore con delle API che consentano l'integrazione di applicazioni lite capaci di girare su qualsiasi dispositivo e scaricabili attraverso degli “App Stores”
From complex to simple
From complex to simple
Parlando di numeri il vero business del cloud è quello del Software as a Service (SaaS) e non quello dell’Infrastructure as a Service (IaaS). IaaS ha permesso di abbassare i costi capitali, ma il modello di vendita “VM per ore” risulta difficile da proporre del provider e difficile da “budgettare” per le aziende consumatrici.
Cosa è necessario pensare per il futuro:
  • evoluzione dei ruoli e rapporti di partnership più stretti
  • investire seguendo un percorso attentamente studiato
  • prepararsi ad un radicale cambiamento nei modelli di fornitura del software
  • trasformare i cambiamento portati dal cloud in opportunità
Alistar conclude l’intervento invitando l’audience a visitare il sito Candefero che permette ai reseller distributori e  avere informazioni aggiornate sull’industria IT e delle telecomunicazioni.

lunedì 17 ottobre 2011

VMworld 2011: Partner Track Super Session (parte 1)

Inizia il VMworld Europe 2011 a Copenhagen; il primo giorno è riservato ai partner e la prima sessione (Super Session) rappresenta il momento di incontro tra VMware e la sua “rete di vendita”.
Own It, Your Cloud
Andy Hunt prende la parola e dopo aver parlato dell’incremento dei partecipanti, sia partner che end-user, annuncia quello che dovrebbe essere il live-motive del VMwordl 2011: “The Cloud is real” e l’evento serve per vedere/verificare insieme come supportare il viaggio dei clienti verso questo nuovo approccio.
Andy Hunt
La parola passa a Carl Eschenbach, che ringrazia con vigore i partecipanti, illustrando i numeri di VMware conclude che l’85% del business è generato dai partner. VMware ha un’alta considerazione dei partner ai quali oggi chiede di “colmare il divario” (bridge the gap), verso la cloud era.
VMware Q2FY11 Performance
VMware Q2FY11 Performance
Il cloud non è una rivoluzione ma una evoluzione. Se l’approccio alla virtalizzazione ha portato un evidente ed indiscutibile risparmio dei costi capitali (CAPEX), non si può ora prescindere la componente di gestione che aumentando l’automazione andrà ad incidere sui costi operativi (OPEX).
Anche l’area desktop virtualization, VDI, sta maturando sfruttando la tendenza di applicazioni sempre meno OS dependent e la vertiginosa crescita dei dispositivi client che gli utenti possono adottare.
Applications becoming more Device, OS and Browser Neutral
Applications becoming more Device, OS and Browser Neutral
Il mercato del cloud è e sarà un enorme opportunità e in particolar modo il private cloud.
Cloud creating massive opportinities across IT
Cloud creating massive opportunities across IT
L’intervento si è concluso con lo slogan “Monitizing the cloud: The Sky’s the limit” che illustra 6 step per crescere ed alimentare il business di VMware:
  1. Deploy Private Cloud
  2. Deploy Manage Public Cloud
  3. Partner with SP’s to resell cloud service
  4. Assist hybrid cloud migration
  5. Build & resell private cloud
  6. Migrate/Transform/Build apps on top of cloud

giovedì 13 ottobre 2011

Rimovere la COS da ESXi 5.0

vSphere 5 ha portato la convergenza dell’hypervisor verso ESXi. La procedura di aggiornamento permette di migrare un host ESX 4.x verso ESXi5, tuttavia al termine dell’aggiornamento la Service Console (COS) è ancora presente all’interno dell’host appena aggiornato. In questo articolo verranno illustrati i passi per rimuovere permanentemente i file della COS dall’ESXi 5.0.
Ovviamente la rimozione è indolore in quanto la Service Console non è più un componente necessario in ESXi 5.0. Tutte le attività di gestione prima eseguite nella COS, possono essere eseguite attraverso i comandi esxcli:
  • nella shell di ESXi
  • utilizzando la vCLI,
  • via Power CLI
  • grazie alla vSphere Management Appliance (vMA)
I file della Service Console sono collocati all’interno di un disco virtuale (vmdk), creato durante la fase di installazione di ESX 4.0 sullo storage selezionato proprio durante la fase di setup. Questo file non è più utilizzato quindi la sua rimozione è pensata soprattutto per recuperare spazio sul disco. La procedura consiste in:
  • con il vSphere Client accedere ad ESXi 5.0 come root (o utente con ruolo administartor se si usa vCenter);
  • accedere all’inventario e quindi premere sulla scheda summary dell’host;
  • nella pagina corrente, alla sezione dello storage, esplorare il datastore che contiene il vmdk della console (tasto destro del mouse quindi Browse Datastore);
  • trovato il file della COS, il cui nome inizierà con esxconsole, procedere con l’eliminazione e la conferma della cancellazione.
Per maggiori informazioni è possibile consultare la KB 2004815

ESXi 4.0 U2, possibile PSOD

E’ possibile che dopo aver aggiornato vCenter Server alla versione 5.0 gli host ESXi versione 4.0 Update 2 possano andare in Purple Screen Of Death. Il sintomo è collegato all’aggiornamento del vCenter agent (vpxa) sull’ESXi, operazione che causerebbe il crash del sistema mostrando lo schermo PSOD con l’errore: “NOT_IMPLEMENTED bora/vmkernel/filesystems/visorfs/visorfsObj.c:3391”.
L’errore è causato da un problema nella gestione dell’aggiornamento dell’agente vpxa. Questo problema è stato risolto con la versione 4.0 Update 3, quindi è consigliabile aggiornare ESXi alla versione 4.0 Update 3 prima di procedere all’aggiornamento del vCenter Server.
Per maggiori informazioni è possibile consultare la KB 2007269

venerdì 7 ottobre 2011

Miglioramenti di vMotion in vSphere 5

vSphere 5 presenta numerose novità per il miglioramento delle prestazioni di vMotion, tra i quali:
  • Utilizzo di più adattatori di rete, funzionalità che permette di ridurre i tempi di migrazione. Il VMkernel bilancerà in modo trasparente il traffico di vMotion tra tutte le vmknic abilitate per vMotion, anche in caso di una singola migrazione
  • Metro vMotion: estensione che oltre a migliorare le performance su reti ad alta latenza, incrementa il limite del round-trip latency per vMotion da 5 millisecondi (massima latenza tollerata nelle precedente versioni) a 10 millisecondi
  • Stun During Page Send (SDPS): questa nuova funzionalità assicura il non fallimento di vMotion dovuto alla copia della memoria nella fase di precopia. Il caso “patologico” di una VM che modifica le sua pagine di memoria più rapidamente rispetto ai tempi di trasferimento causava nelle edizioni precedenti di vSphere 5 nel fallimento del processo. Con vSphere 5 la VM viene rallentata per ridurre le situazioni appena descritte permettendo quindi il trasferimento della RAM
  • Miglior utilizzo della banda per gli adattatori a 10GbE
VMware ha condotto una serie di test per quantificare il guadagno delle prestazioni rispetto alla versione precedente, creando diversi scenari  che comprendono Web Server, Server di messaggistica e Database Server. I miglioramenti si sintetizzano in:
  • minor durata nello spostamento e miglior impatto sulle performance delle applicazioni durante la migrazione
  • guadagno di prestazioni nell’ordine del 30% dovuto alle ottimizzazioni introdotte da vSphere 5
  • il supporto multi-NIC permette una riduzione della durata dell’operazione di più di 3 volte.
Per maggiori dettagli sui risultati e sui test condotti è possibile consultare lo studio di performances della guida: “VMware vSphere vMotion Architecture, Performance and Best Practices in VMware vSphere 5

Architettura di vMotion in vSphere 5

VMware vMotion è il prodotto che permette lo spostamento a caldo delle VM, operazione chiamata “live migration”, disponibile nel paniere delle soluzioni VMware già a partire dal 2003. Con questo software è possibile ridurre i downtime per le VM in caso di manutenzioni pianificate. vMotion è inoltre alla base di tecnologie come vSphere Distributed Resource Scheduler (DRS) e vSphere Distributed Power
La migrazione live di una VM comporta il completo spostamento dello “stato di esecuzione” della macchina da un host sorgente verso quello di destinazione attraverso la rete. Lo stato di esecuzione comprende principalmente 3 componenti:
  • lo stato dei device virtuali, ovvero lo stato della CPU, degli adattatori di rete e per i dischi così come la SVGA
  • le connessioni a device esterni quali la rete e periferiche SCSI
  • la memoria “fisica” della macchina virtuale
Con vSphere 5 questa funzionalità è stata ulteriormente arricchita. Per le prime 2 componenti vMotion ha, nel corso delle sue edizioni dimostrato la sua efficacia, la sfida per vSphere 5 è costituita del terzo elemento, la memoria della VM, in quanto una VM con virtual HW 8 può arrivare ad avere fino a 1 TB di RAM.
Il trasferimento della RAM avviene attraverso diverse fasi:
  • Fase 1: Guest Trace Phase. La VM viene “osservata” e vengono “marcate” le pagine di memoria per tener traccia delle modifiche apportare del guest durante il trasferimento. Marcare tutta la memoria può causare un piccolo, ma evidente, calo nelle prestazioni. Questo impatto è generalmente proporzionale alla dimensione complessiva della memoria del guest OS.
  • Fase 2: Precopy Phase. La VM continua a lavorare e modificare lo stato della memoria sull’host sorgente, in questa fase il contenuto della memoria viene copiato verso l’host di destinazione con un processo ciclico. La prima iterazione copia tutta le memoria, quelle successive copiano solo le pagine di memoria che sono state modificare dalla precedente iterazione. Il numero dei cicli di copia ed il numero di pagine copiate da ogni iterazione dipende da quanto attivamente la memoria viene cambiata dal guest OS sull’host sorgente. La maggior parte del lavoro di vMotion sulla rete viene fatta in questa fase, senza un significativo impatto sulla CPU.
  • Fase 3: Switchover Phase. E’ la fase finale nella quale la VM viene temporaneamente arrestata (messa in quiescenza) sull’host sorgente e l’ultima parte di memoria modificata viene copiata, simultaneamente la VM riprende l’attività sull’host di destinazione. Durante questa fase il sistema operativo guest “sperimenta un breve momento di pausa”, generalmente l’intero processo impiega meno di un secondo. Questa fase è la più critica dal punto di vista delle performance, si sono osservati forti aumenti nella latenza anche se temporanei. L’impatto è variabile ed è in funzione di diversi fattori quali: infrastruttura di rete, configurazione dello storage condiviso, hardware dell’host fisico, versione di vSphere e carico di lavoro nel guest.
Per maggiori dettagli consultare la guida: “VMware vSphere vMotion Architecture, Performance and Best Practices in VMware vSphere 5