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lunedì 27 febbraio 2012

Utilizzare l’utility VMware vCenter Server Database Pre-Upgrade Checker

Questa utility non deve essere confusa con la “vCenter Host agent Pre-Upgrade Checker”, tool presente nel media di installazione di vCenter Server 5, le cui funzionalità sono state vCenter Host agent Pre-Upgrade Checker.
Prima di aggiornare vCenter Server è possibile eseguire sul server, dove gira il servizio, l’utility VMware vCenter Server Database Pre-Upgrade Checker, per scoprire l’esistenza di complicazioni che potrebbero interferire oppure causare problemi di performance a seguito dell’aggiornamento. L’utility è disponibile per il controllo del database di :
  • VirtualCenter 2.5 Update 6 o successive prima di aggiornare a vCenter Server 4.x
  • vCenter Server 4.0.x prima di aggiornare a vCenter Server 4.1 o 5.0
  • vCenter Server 4.1.x prima di aggiornare a vCenter Server 5.0
Non è necessario utilizzare lo strumento per i minor update.
VMware vCenter Server Database Pre-Upgrade Checker crea un profilo del “VCDB database signature” del vCenter prima dell’aggiornamento e lo compara con una signature standard conosciuta, relativa alla versione dei DB usata per vCenter. Un “database signature profile” è una rappresentazione della struttura del database e degli oggetti dipendenti. Se lo strumento identifica delle differenze tra le due versioni (quella catturata e quella standard di riferimento), il controllo dà esito negativo.
Nell'Upgrade Checker è possibile indicare come autenticarsi al DB: attraverso ODBC oppure inserendo le credenziali del DB stesso; i parametri richiesti variano in base alla tipologia di DB che si sta utilizzando. Qualche prerequisito:
  • verificare che la macchina che ospita il vCenter Server abbia JDK a 32 bit versione 1.6 update 19 o successiva e che il path per Java sia incluso nelle variabili d’ambiente;
  • per i database Microsoft SQL verificare che il protocollo TCP/IP sia abilitato;
  • disporre delle credenziali per accedere al DB
Il software funziona solo con vCenter Server per Windows, non è pensato per vCenter Server Appliance
Per servisi del prodotto è necessario scaricalo dall’indirizzo https://download3.vmware.com/software/dbchecker_10/DBPreUpgradeChecker.zip decomprimere il file e lanciare da una shell il comando DBPreUpgradeChecker.bat e scegliere il metodo di connessione al DB.
Per maggiori informazioni è possibile consultare le KB 2004286

vCenter Host agent Pre-Upgrade Checker

Per assicurarsi la buona riuscita dell’aggiornamento di vCenter server 5 è necessario diagnosticare e risolvere qualsiasi problema sugli host ESX/ESXi managed. Il vCenter Host Agent gira su tutti gli host ESX/ESXi gestisti, questo software coordina le azioni che l’host riceve dal vCenter Server. Quando il VCenter server viene aggiornato, l’agente residente dovrà essere anch’esso aggiornato. Se l’aggiornamento fallisce è possibile lasciare l’host in uno stato di irraggiungibilità sia per VirtualCenter 2.5 Update 6 o successivi, così come per vCenter 4.x o 5. Per evitare questa condizione è possibile utilizzare l’utility vCenter Host agent Pre-Upgrade Checker.
Il vCenter Host agent Pre-Upgrade Checker produce un report che illustra le problematiche conosciute che potrebbero compromettere il successo della migrazione del vCenter Host Agent software. L’utility controlla che l’agente sia pronto per essere aggiornato; tra i controlli verifica che l’host sia raggiungibile, che ci sia sufficiente spazio disco, il funzionamento della rete, se il file system è intatto e se tutte le patch necessarie sono state applicate. Ogni volta che il tool viene lanciato il software contatta VMware.com e scarica gli aggiornamenti per il tool stesso, per assicurare la bontà del software e la sua utilità.
L’esito positivo del controllo eseguito dal vCenter Host Agent pre-upgrade checker non garantisce il successo della migrazione da vCenter 4.x a vCenter 5. L’aggiornamento di vCenter coinvolge più componenti, mentre il tool ne controlla solo 1: il vCenter agent. Lo strumento inoltre controlla solo quelle che sono le “known issues”, è possibile andare incontro a delle situazioni non previste dal programma. E’ inoltre importante sapere che lo strumento propone un report ma non corregge i problemi segnalati che dovranno essere corretti manualmente prima di eseguire un secondo controllo.
È possibile lanciare il vCenter Host Agent Pre-Upgrade Checker per verificare dal CD di installazione di vCenter Server.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la documentazione on-line relativa all’aggiornamento alla pagina http://pubs.vmware.com/vsphere-50/topic/com.vmware.vsphere.upgrade.doc_50/GUID-CE468E17-1AD9-4FDE-B708-73C3FAEB4691.html

VMware vSphere Hypervisor: tempo di comparazioni

Con l’uscita di vSphere 5 molti utenti si chiedono se la concorrenza si è avvicinata alle funzionalità dell'hypervisor di VMware.
VMware vSphere Hypervisor, la versione gratuita di ESXi, è basato sull’architettura più affidabile, robusta e sicura presente sul mercato. VMware ESXi è l’unico hypervisor la cui architettura è stata specificatamente costruita per la virtualizzazione e non dipende da un sistema operativo “general purpose” rendendolo più affidabile e sicuro nel settore; decine di migliaia di clienti in tutto il mondo si affidano a VMware ESXi per far girare i propri ambienti di produzione.
VMware vSphere Hypervisor è la soluzione entry-level di VMware vSphere, progettata per permettere agli utenti di fare esperienza sulle funzionalità del prodotto di virtualizzazione leader del mercato, senza sostenere alcun costo. Il software fornisce le funzionalità di base di VMware ESXi consentendo di virtualizzare le risorse dell’host e creare VM nel giro di pochi minuti.
La versione 5 del prodotto VMware rappresenta un ulteriore passo avanti rispetto alla concorrenza, che mette a disposizione sistemi meno maturi, non comprovati per l’uso in produzione nei datacenter dei più svariati settori industriali e privi delle funzionalità core, importanti per rendere il sistema affidabile, scalabile e performante come richiesto dagli utenti.
Insieme a VMware vSphere Hypervisor è possibile utilizzare VMware Go, un’applicazione Web-based che accelera l’adozione di VMware vSphere permettendo di: semplificare il processo di installazione dell’Hypervisor, di applicare le patch al proprio host, di creare e gestire le proprie VM
Per una comparazione tra la soluzione VMware ed i suoi competitor è possibile andare alla sezione “Compare” della pagina “VMware vSphere Hypervisor™ (ESXi)”, facendo attenzione che in tabella vengono riportare alcune funzionalità che non sono disponibili nella versione gratuita.

sabato 25 febbraio 2012

Licenze gratuite di VMware vCenter Operations Management Suite Advanced 5.0

Con la campagna “Seeding Promotion”, VMware renderà disponibile una licenza di VMware vCenter Operations Management Suite Advanced 5.0 per 25 VM ed un anno di supporto Basic SnS, senza costi aggiuntivi.
La promozione è valida solo su alcuni codici prodotto (SKU), principalmente della linea vSphere, gli acceleration kit e gli aggiornamenti esclusi i pacchetti della linee Essentials, Essentials Plus e “Essentials Plus for Retail and Branch Office”.
La promozione è valida per tutti gli utenti finali che avranno ordinato i prodotti eleggibili da un rivenditore autorizzato VMware o direttamente da VMware, non è invece valida per gli ordini ricevuti attraverso EMC oppure via partner OEM ad esclusione degli ordini arrivati come ELA. L’offerta è limitata a solo ad 1 pack per utente finale.
La promo è valida per tutti gli acquisti dei prodotti eleggibili nel periodo che va dal 26 Decembre 2011 al 9 Marzo 2012 (11:59 p.m. Pacific Time) ed il redeem deve essere fatto entro il 31 Maggio 2012 (11:59 p.m. Pacific Time)
Per maggiori informazioni gli utenti finale potranno contattare il proprio rivenditore di fiducia mentre i rivenditori autorizzati potranno controllare gli esteremi dell’offerta cercando il documento “vC Ops vsphere 25 pak Promo Terms and Conditions” all’interno del VMware Partner Central (richiede utenza e password per l’accesso).

Errore durante l’aggiornamento a vCenter Server 5.0

In alcune condizioni l’aggiornamento a vCenter 5.0 potrebbe fallire. Se il processo fallisce lasciando nel file vcdatabaseupgrade.log il seguente messaggio: “Error while upgrading: Datastore(s) ExampleDatastore volume are mounted on several hosts using different server names (e.g. IP address and hostname). To be recognized as shared, these datastores must be mounted on all hosts with identical server names” il problema accade quando un datastore NFS è stato montato su più host utilizzando metodi diversi. Ad esempio montando il datastore usando l’indirizzo IP dell’NFS server su di un host e l’indirizzo FQDN per un altro host, pur mantenendo identico il nome assegnato dal datastore. Per risolvere il problema è necessario montare i datastore NFS su tutti gli host utilizzando l’indirizzo IP dello storage oppure il nome qualificato, evitando quindi l’uso mixato delle 2 tecniche. Nel caso in cui non si abbia tenuto traccia del criterio usato per montare il datastore, sarà necessario smontare il datastore da tutti gli host e procedere al re-mount degli stessi usando la medesima tecnica. Se si desidera apportare la modifica solo sul minor numero di host possibile interrogare il DB di vCenter usando, ad esempio, Microsoft SQL Management Studio cercano nelle apposite tabelle. VMware raccomanda di fare un backup del DB prima di procedere. Le tabelle da osservare sono:
  • VPX_NAS_VOLUME (Colonna: FS_ID)
  • VPX_FILE_SYSTEM_MOUNT_INFO (Colonne: FS_ID e ID)
  • VPX_HOST (ID)
Per determinare quale datastore è montato sugli host è necessario cercare il valore FS_ID della tabella VPX_NAS_VOLUME e comparare il valore di FS_ID con l’ID trovato nella tabella VPX_FILE_SYSTEM_MOUNT_INFO. Una volta trovato l’ID, comparare il valore dell’ID della tabella VPX_HOST. Per maggiori informazioni è possibile consultare la KB 2006664

martedì 21 febbraio 2012

Project Octopus: Next-Generation File Sharing from VMware

La sessione di Project Octopus con relativa demo ha permesso di comprendere meglio quella che sarà la soluzione VMware nello spazio cloud file server. Il relatore ha fatto presente che Project Octopus non è stato ancora rilasciato quindi non ci sono certezze, nemmeno sul nome del prodotto, relativamente alle sue funzionalità definitive; funzionalità che, potrebbero differire anche di molto rispetto la demo presentata. Per comprendere velocemente cosa fa il software è possibile definirlo come “Dropbox for enterprises”. Il prodotto si propone di superare gli attuali limiti dei file server che spesso possono essere aggirati attraverso mail, strumenti di condivisioni personale o servizi di condivisione esterni fuori dal controllo degli amministratori. Secondariamente queste soluzioni, oltre a non fornire un controllo degli accessi né un backup sistematico, non facilitano la collaborazione dei team di lavoro in quanto il versioning dei file non viene gestito generando ulteriore scambio di informazioni e quindi potenziale confusione. Project Octoups si propode di offrire servizi quali:
  • condivisione ed accesso: in qualunque momento, in qualunque luogo e a qualunque soggetto;
  • flessibilità nel consumo della risorsa;
  • controllo da parte delle risorse IT
Probabilmente il prodotto verrà rilasciato come Virtual Appliance, gestibile via browser. La console di gestione non sarà basata sulla tecnologia Flex, come per altre console usate dai prodotti VMware. Project Octopus si integrerà nel sistema operativo e permetterà alle applicazioni che accedono al filesystem per operazioni di lettura/salvataggio di attingere al dispositivo remoto, rendendo l’utilizzo del prodotto molto intuitivo. Al contempo il prodotto non si pone come alternativa a MS-SharePoint il quale mette a disposizione altre feature, di CSM, assenti in Project Octopus. Non ci sono preclusioni sulla tipologia di storage da utilizare, ma non si esclude la possibilità di avere storage vendor con la soluzione integrata.
Attualmente non sono previste le date di rilascio né si ha idea del prezzo né del modello per il licenziamento, maggiori dettagli potranno essere disponibili nel Q2-12. Interessante la demo che, oltre a mostrare la funzionalità del prodotto integrava Socialcast quale strumento di messaggistica istantanea.

mercoledì 15 febbraio 2012

vCenter Operations - Tech Express

La sessione Tech Express su vCenter Operations (vCops) ha messo in evidenza la “value proposition” del prodotto, oltre alla sua installazione e configurazione iniziale. Il punto di partenza è la sofferenza nella "Business Agility" portata dagli ambienti virtuali che se da un lato rendono semplice la gestione dell’infrastruttura e l’erogazione di nuovi servizi, dall’altro generano un forte numero di task/condizioni che le soluzioni tradizionali, e non integrate, non permettono di gestire con la stessa rapidità. vCenter Operation permette di migliorare la gestione del proprio ambiente grazie ad una migliore e più profonda visibilità dell’ambiente grazie ad un approccio “policy based”. In modo sintetico vCenter Operation consente di:
  • automatizzare: con un conseguente abbattimento dei task “time consuming”;
  • correlare e accelerare: mettere in relazione delle metriche fredde riducendo i tempi di iunvestigazione e di risoluzione dei problemi (MTTI/MTTR);
  • essere proattivi: anticipare un sinistro nella propria infrastruttura grazie alla costante analisi delle performance e dei trend sui consumi;
  • collaborare: utilizzando lo strumento quale unico punto di aggregazione dei dati utilizzabile de più figure professionali nel proprio team IT;
  • ottimizzare: continuo tuning dell’ambiente per ottimizzare le performance delle applicazioni;
Per gli utenti vSphere, vCenter Server rappresenta il prodotto per l’amministrazione centralizzata dell’ambiente, vCenter Operations è il perfetto add-on per colmare quello per cui vCenter non è stato progettato, come:
  • determinare stato di normalità: vCenter mostra degli allarmi in base a delle soglie impostate nell’allarme stesso, tuttavia questo non è un indicatore sufficiente per affermare che si è di fronte ad un allame. vCops, grazie a vCenter, continua ad apprendere quanto sta capitando nell’ambiente determinando i comportamenti normali;
  • garantire la visibilità: la grande quantità di dati raccolti da vCenter sfocia nella difficoltà interpretarli e comprenderne le relazioni, vCops usa un unico indicatore per lo stato di salute, dal quale è possibile approfondire le cause della situazione mostrata;
  • correlare causa-effetto: vCenter non è in grado di mettere in relazione un evento quale il cambiamento di un parametro dell’hardware di una VM ed il degrado di performance di un'altra VM; vCops per la costruzione della grafico della salute (health chart) dell’ambiente include gli eventi di tutti gli oggetti di vCenter.
Come anticipato la caratteristica del prodotto riguarda l’approccio utilizzato per la gestione dell’ambiente. vCops si avvale di un approccio “dichiarativo” (policy based) rispetto al tradizionale “procedurale”(script based). L’approccio procedurale è basato sull’orchestrazione degli elementi attraverso l’uso di procedure, spesso scritte con linguaggi diversi e da persone diverse. Questo determina una serie di complessità e costi nascosti nella manutenzione delle procedure nell’evolversi dell’ambiente. Il metodo dichiarativo è basato su automazioni generate attraverso delle policy già presenti in vCops. Questo permette di focalizzarsi sugli obiettivi e non sugli strumenti di sviluppo con i quali raggiungerli, ma soprattutto la policy viene costantemente verificata ed applicata nonostante i cambiamenti dell’ambiente