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sabato 31 marzo 2012

I/O Analyzer: un flings per la misurazione dello storage I/O

In dicembre dai fling dei VMware Labs è stato rilasciato “I/O Analyzer”, un virtual appliance per la misurazione delle performance dello storage. Recentemente è stata rilasciata la versione 1.1 che aggiunge ulteriori funzionalità.
Il tool I/O Analyzer è un virtual appliance che fornice un approccio semplice e standardizzato per l’analisi delle performance dello storage per gli ambienti virtualizzati con VMware vSphere. I/O Analyzer è pensato per creare in modo strutturato diverse varietà di carichi di lavoro (I/O workload) sui sistemi, con la possibilità di concedere agli utenti di ripetere il tracciato I/O catturato altrove. Il software colleziona i dati di performance generati dai vari stress lanciati e fornisce una visione grafica dei risultati.
L’approccio di I/O Analyzer è molto semplice:
  • si configura un job nella User Interface, oppure se ne usa uno già presente;
  • il virtual Appliance esegue il task sul target e recupera i risultati;
  • i risultati vengono salvati nel DB e mostrati graficamente.

Funzionlità:
  • Framework integrato per il test delle performance dello strorage
  • Strumento facilmente distribuibile grazie al formato virtual appliance
  • Configurazione molto semplice ed esecuzione di I/O test su uno o più host
  • Risultati delle performance sia a livello di host che di guest
  • Possibilità di ripetere un tracciato (I/O trace) quale addizionale carico di lavoro
  • Possibilità di caricare I/O traces per l’estrazione automatica delle metriche
  • Visualizzazione grafica delle metriche e delle performance
Anche i requisiti di sistema sono minimi:
  • ESX 4.0 o superiore
  • 350 MB di spazio disco
  • 1 vCPU , 512 MB di memory per la VM
  • Browser Internet
Lo strumento è rilasciato nella forma “Technology Preview Software”, gli autori gradirebbero ricevere qualsiasi commento/critica o suggerimento nell’area community dedicata.
Per scaricare il virtual appliance è sufficiente andare a questo indirizzo ed accettare i termini di licenza.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare:

venerdì 30 marzo 2012

Nuova toolbar per la VMware Partner Network


 Nel portale per i partner VMware, trovare rapidamente le informazioni di cui si ha bisogno non è cosa facile soprattutto vista la mole di informazioni che quotidianamente popolano il VMware Partner Central; comunque il reperimento facile delle informazioni è assolutamente cruciale per agevolare le relazioni commerciali, e non, fra aziende.
Allo scopo di rendere più fruibili i contenuti del Partner Central, VMware ha recentemente rilasciato la VMware Partner Network toolbar, una comoda utility disponibile per il proprio browser, che permette agevolmente di accedere alle aree del portale quali quelle per la vendita o l’inserimento della deal registration, il materiale scaricabile, marketing e tecniche, contatti per il supporto.
In dettaglio, una volta scaricata la toolbar si avrà accesso a:
  • strumenti di vendita, marketing e tecnici quali TCO Calculator, Prospecting Day, Customer Success Story, SnS T&C presenti sia sul sito VMware.com che dal Partner Central;
  • accesso ai numeri telefonici per il supporto di vendita marketing, suddiviso per area geografica. Accesso alle aree Distribution, Partner Support Center, Partner Marketing Bureau in base al proprio account;
  • accesso rapido alle pagine principali del portale per lo svolgimento delle azioni quotidiane: Opportunity Registration, Promotions, Renewals Portal;
  • lista dei principali feed di twitter relativi a VMware e il VMware Partner Network
La toolbar è disponibile in 7 lingue ed i link vengono aggiornati dal global VMware Partner Team, è uno strumento destinato ai partner VMware ed è necessario disporre in un account nel VMware Partner Central per sfruttarne le potenzialità.

mercoledì 28 marzo 2012

vSphere 5 e MAC Address arbitrari

Per ogni NIC creata nella macchina virtuale vSphere, ed in generale tutti i prodotti VMware, assegna un MAC address univoco. Per la costruzione del MAC, si una un prefisso di 3 byte chiamato OUI (Organizationally Unique Identifier). vSphere usa “00:50:56” mentre su ESX/ESXi è possibile trovare “00:0C:29”.
L’univocità del MAC Address è garantita fintanto che la creazione dell’indirizzo avviene in modalità automatica ovvero si lascia agli algoritmi di VMware l’onere del calcolo, se invece si opta per l’assegnazione manuale è compito dell’utente evitare duplicati.
Come riportato nella manualistica, VMware non supporta MAC arbitrari, quindi nella costruzione dell’indirizzo si potrà utilizzare il range 00:50:56:3F:xx:yy - 00:50:56:FF:xx:yy (xx e yy hanno a loro volta un range HEX 00-FF)
In vSphere 4.x l’assegnazione di un indirizzo non appartenente all’intervallo appena citato comporta un errore.

In vSphere 5, invece, sembra che l’inserimento di un MAC Address fuori dal range venga tollerato, da verificare se questa “funzionalità” è in grado di risolvere problemi legati a software licenziati usando MAC fisici.

lunedì 26 marzo 2012

vCenter 5.0u1: rafforzamento sul limite della vRAM

Nell'articolo "Disponibile VMware vCenter Server 5.0 Update 1" si era discusso del rafforzamento sul limite della VRAM utilizzabile nelle edizioni Essential ed Essential Plus.
Lavorando quasi sempre con le licenze Evaluation e successivamente quelle Enterprise, se non Enterprise Plus, c’è voluto un po’ di tempo per testare quanto scritto. Messo in piedi l’ambiente costituito da 2 Server ESXi, un vCenter virtuale e 3 VM “monster” da 96 GB di VRAM cadauna, le prove eseguite che confermano il diverso comportamento nelle 2 edizioni.
Il primo set di immagini riguarda un setup con vSphere 5.0 Build 469512.



Come si nota tutte le VM sono accese con un uso complessivo di 296 GB di VRAM (3 VM da 96 GB più 8 GB per vCenter), correttamente il report sull’uso delle licenze riporta un allarme per uso eccessivo di VRAM del 154%, dato dal rapporto tra la VRAM usata (296) e la VRAM licenziata (192).
Nel secondo test è stata utilizzato vSphere 5.0 Update 1 Build 623373.
In questo caso sono accese le VM:
  • vCenter 5.0u1 (4GB)
  • MonsterVM1 (96GB)
  • Totale 100 GB vRAM utilizzati
L’avvio della terza VM “MonsterVM2” da 96GB, fa scattare il meccanismo di enforcement della nuova versione settato a 192 GB VRAM.
Portando la memoria dalla "MonsterVM2" a 90 GB l’accensione della VM, avviene con successo, di seguito le immagini con il dettaglio sul rapporto delle licenze.



domenica 25 marzo 2012

Abilitazione SSH o ESXi Shell: sopprimere gli warnings

Come conseguenza dell’abilitazione del servizio SSH oppure l’accesso alla ESXi Shell, nella scheda “summary” dell’host appariranno dei messaggi di warning tipo
  • ESXi shell for the host has been enabled
  • SSH for the host has been enabled

Questo messaggio serve ad allertare l’amministratore, via vSphere Client, del cambiamento dei parametri di default, che non consentono né l’accesso via SSH né la disponibilità della ESXi Shell. Lo stato “alterato” dell’host si manifesta anche nell’inventario, anche se non appare nella sezione degli allarmi triggati (Triggered Allarms).
Se l’abilitazione di SSH (o della ESXi Shell) è una opzione desiderata, da mantenere per il lungo periodo, nonostante sia in controtendenza rispetto alle best practices di VMware, è possibile sopprimere il warning agendo sui parametri avanzati dell’host seguento questi step:
  1. selezionare l’host dall’inventario
  2. selezionare la scheda configuration
  3. nel pannello software selezionare Advanced Settings
  4. cercare UserVars
  5. impostare a 1 il valore della proprietà UserVars.SuppressShellWarning
  6. confermare premendo OK

Questo parametro, disponibile solo a partire da ESX/ESXi 4.1 e superiori, nonostante sopprima i messaggi di per SSH e la ESXi Shell, non sopprime tutti gli altri warning.

Per maggiori dettagli è possibile consultare le KB 2007922

domenica 18 marzo 2012

Disponibile VMware vCenter Server 5.0 Update 1

Insieme all’aggiornamento di ESXi, VMware ha rilasciato VMware vCenter Server 5.0 Update 1. L’aggiornamento riguarda solo la versione per Windows, l’update per il vCenter Virtual Appliance è previsto nel corso dell’anno.
Tra i miglioramenti offerti il supporto per la personalizzazione dei seguenti sistemi operativi:
  • Windows 8
  • Ubuntu 11.04, Ubuntu 11.10
  • Ubuntu 10.04 LTS, Ubuntu 10.10
  • SUSE Linux Enterprise Server 11 SP2
Questa versione introduce un rafforzamento sul limite della vRAM utilizzabile per le versioni di vSphere Essential, in altre parole una volta raggiunto i 192 GB di vRAM, limite fissato dalla licenza, tutte le ulteriori operazioni destinate a superate tale limite, come l’accessione di nuove VM,  vengono bloccate. Questo rafforzamento si applica solo alle versioni Essential e non alle licenze scalabili.
Un’ulteriore limitazione sulle edizioni di vSphere Essential riguarda l’edizione di vCenter utilizzabile per gestione. L’unica versione di vCenter consentita è la “vCenter Essentials”, le versioni vCenter Standard e Foundation sono escluse, al momento si tratta di un limite a livello di accordo di licenza (EULA), ma non esiste una forzatura nel software. Viene fatta eccezione dell’edizione “Essentials for ROBO”.
In merito alla funzionalità “Linked Mode”, l’aggiornamento consente il link tra gruppi di vCenter 5.0 e 5.0u1, va detto che con vSphere 5 non erano supportati ambienti linked mode con versioni 5.0 e versioni precedenti.
Tra le problematiche risolte:
  • in vCenter Server 5.0 la funzionalità “Automatic virtual machine startup and shutdown” per spegnere ed accendere automaticamente le VM, dovrebbe essere disabilitata in presenza di un cluster vSphere HA, in quanto non supportata; in vSphere 5.0u1 l’opzione per la riabilitazione di tale funzionalità viene disabilitata quando l’host partecipa al cluster HA.
  • il cambiamento del nome della cartella nell’inventario “VMs and Templates”, potrebbe causare il cambiamento del nome di una VM, in presenza di un cluster HA/DRS con un gran numero di utenti connessi;
  • il deploy di una VM da un template in un cluster HA/DRS, configurato con l’opzione “Specify Failover Hosts” fallisce quando si specifica l’host di failover per il deploy e si desidera l’accensione automatica al termine dell’operazione.
L’aggiornamento a vCenter 5.0u1 può essere eseguito sopra una precedente versione 5.0, in particolare l’ultima versione utilizza Microsoft SQL Server 2008 R2 SP1 Express database quale DB embedded. Aggiornando una versione 5.0 con DB embedded (Microsoft SQL Server 2008 R2 Express), anche il database verrà aggiornato.
Prima di procedere con l’aggiornamento è consigliabile consultare la matrice di compatibilità in materia di interoperabilità, per verificare il supporto di tutti gli add-on all’ambiente quali VMware View.
Per una lista completa delle funzionalità aggiornate, dei problemi risolti e delle issue note è possibile leggere le note del rilascio sul sito del produttore.

sabato 17 marzo 2012

vSphere 5.0 Update 1: accesso allo storage NFS attraverso routing L3


Tra le nuove funzionalità di  vSphere 5.0 Update 1 una particolarmente importante è il supporto per l’accesso allo storage NFS attraverso routing L3, salvo rispettare determinate condizioni:
  • utilizzo nel router del protocollo Cisco HSRP (Hot Standby Router Protocol);
  • utilizzo del QoS (Quality of Service) per dare priorità al traffico NFS nelle reti con banda limitata oppure in reti dove di sono manifestati casi di congestionamento;
  • ricorrere alle best practices del proprio storage vendor in materia di NFS che necessitano di IP routing;
  • disabilitare il Network I/O Resource Management (NetIORM);
  • in caso d’impiego di sistemi HP non usare Flex-10
Oltre alle precedenti prescrizioni ci sono ulteriori restrizioni, è necessario quindi verificare che nell’ambiente:
  • non sia in uso VMware Site Recovery Manager (SRM);
  • venga usato solo il protocollo NFS, quindi non vengono usati altri protocolli come FCoE sugli stessi apparati fisici di rete (probabilmente la stessa limitazione si applica ad iSCSI);
  • non venga utilizzato IPv6;
  • il traffico NFS venga ruotato nella LAN, la funzionalità non è supportata in WAN;
  • non siano impiegati i Distributed Virtual Switch (DVS);
  • non venga utilizzato il VRRP (Virtual Router Redundancy Protocol)
Per maggiori informazioni è possibile VMware ESXi 5.0 Update 1 Release Notes.

venerdì 16 marzo 2012

Rilasciata quest'oggi la nuova versione di VMware ESXi 5.0 Update 1

Alcuni dei miglioramenti disponibili in questa versione di VMware ESXi:

  • Supporto per i nuovi processori - ESXi 5.0 Update 1 supporta nuovi processori AMD e Intel. Vedere la Guida alla compatibilità VMware per i dettagli.
  •  Supporto per i sistemi operativi guest aggiuntivi - Mac OS X Lion Server 10.7.2 e 10.7.3.
  • I driver di periferica nuovi o aggiornati - ESXi 5.0 Update 1 aggiunge il supporto per i Storage Drivers Intel C600 e gli aggiornamenti del driver LSI MegaRAID SAS alla versione 5.34.
ma ancora di più, le circa xxxx aggiornamenti nelle seguenti aree tematiche:

  • CIM and API
  • Guest Operating System
  • Licensing
  • Miscellaneous
  • Networking
  • Security
  • Server Configuration
  • Storage
  • Upgrade and Installation
  • Virtual Machine Management
  • vMotion and Storage vMotion
  • VMware Tools


  • Latest Released Version: 5.0.0U1 | 15/03/12 | 623860


    venerdì 9 marzo 2012

    Modificare il file VMX per cambiare l’ordine di boot di una VM

    In alcune situazione è necessario intervenire sull’ordine di bootstrap di una VM, per fare questo è necessario operare nel bios della VM, oppure essere molto rapidi nel premere il pulsante ESC nelle prime fasi di avvio della VM.


    In ESXi/ESX è anche possibile cambiare l’ordine di boot grazie all’uso delle opzioni avanzate inseribili nel file VMX (bios.bootOrder e bios.hddOrder), questi parametri sovrascrivono l’eventuale ordine di avvio precedentemente impostato nel bios della VM.
    La sequenza di avvio di una VM può essere impostato su:
    • qualsiasi scheda di rete, impostando il valore ethernetX (dove X è in numero del device);
    • dai dischi della VM, usando il valore hdd (bios.bootOrder = “hdd”). Se si desidera partire da questa periferica  è necessario definire anche il parametro bios.hddOrder e specificare il device (esempio scsi0:1 oppure ide1:0)
    • dalle periferiche removibili, usando i valori cdrom e floppy. Si desidera eseguire il boot da una di questa periferiche, e si dispongono di più device, la VM li prova in sequenza fino a trovarne uno dal quale iniziare l’avvio.
    E’ inoltre possibile configurare una lista di device, separandoli con la virgola. Ad esempio
    • bios.bootOrder = "ethernet5,ethernet2,hdd,cdrom,floppy"
    • bios.hddOrder = "scsi2:2,scsi0:1,ide1:0"
    Nei parametri è possibile scegliere tra tutte le NIC e tutti i dischi, facendo attenzione ai limiti: 5 schede di rete e 8 dischi. Nell’esempio la VM tenterà di avviarsi dalla scheda ethernet5, in caso di insuccesso passerà alla ethernet2, quindi passerà ai dischi (hdd) secondo l’ordine specificato nel parametro “bios.hddOrder”, poi ai CD-ROM ed infine ai floppy.
    Le modiche al file VMX possono essere apportate dal vSphere client, editando le opzioni della VM.
    Per maggiori informazioni è possibile consultare le KB 2011654

    giovedì 1 marzo 2012

    VMware vFabric Application Performance Manager (APM)

    VMware vFabric APM è pensato per i titolari delle applicazioni che si appoggiano su infrastrutture cloud, o virtuali, per poter eseguire i propri servizi e sono impegnati a garantire ai consumatori delle applicazioni alti livelli di servizio.
    VMware vFabric APM è la nuova soluzione per la gestione delle performance applicative concepita per il cloud consumer. Se da un lato il cloud provider è focalizzato sugli aspetti dell’utilizzo dell’infrastruttura e delle relative performances, dall’altro i cloud consumer hanno bisogno di un nuovo approccio alla gestione centralizzato sulle applicazioni, strumenti in grado di osservare in modo specifico le performance delle transazioni e come le risorse dell’infrastruttura ed i cambiamenti di codice impattano lo stato di salute generale dell’applicazione.


    I Cloud consumer costruiscono, distribuiscono e gestiscono le applicazioni indipendentemente dall’infrastruttura sottostante, il cloud provider è responsabile di questo task. Affinché i responsabili applicativi possano garantire con successo la bontà delle applicazioni e le relative SLA è necessario disporre di una nuova gamma di strumenti di gestione focalizzati sulle performance applicative.
    VMware vFabric APM è molto semplice da installare, utilizzare ed estendere ed è costituito da 2 prodotti:
    • vFabric AppInsight,
    • vFabric Hyperic
    vFabric AppInsight fornisce una “application-operations dashboard” di nuova generazione. con AppInsight, i le transazioni vengono monitorate dal punto di vista dell’utente per aiutare i cloud consumer a coomprendere le reali performance. Ad integrazione, nella AppInsight dashboard vengono forniti ulteriori dettagli come la correlazione delle metriche sull’uso delle risorse catturate da VMware vFabric Hyperic con gli strumenti “bytecode” che permettono la facile identificazione delle origini di un problema e di intervenire a livello di codice risolvere velocemente la questione.
    vFabric Hyperic la componente di monitoraggio applicativo di vFabric APM che permette di gestire le performance e l’affidabilità di applicazioni Web personalizzate sia in ambienti fisici che virtuali. Le sue caratteristiche uniche gli consentono automaticamente di scoprire, inventariare e monitorare server indipendentemente dal tipo o dalla location, garantendo al team operativo sulle applicazioni di garantire che le applicazioni critiche possano girare senza problemi. Hyperic raccoglie una grande quantità di dati sulle performance, 50.000 metriche su 75 tecnologie applicative, ed è facilmente estendibile per monitorare qualsiasi componente sia presente nello stack applicativo in esecuzione.
    VMware vFabric Application Performance Manager è licenziato per VM, ma dati che la suite è costituita da 2 prodotti verranno consegnate 2 chiavi differenti anche se AppInsight e Hyperic si integrano nell’unica dashboard fornita da AppInsight dashboard. Se necessario monitorare anche applicazioni su macchine fisiche sarà necessario acquistare ulteriori licenze di vFabric Hyperic.
    Per maggiori informazioni è possibile:

    Termine della disponibilità di VMware vCenter AppSpeed

    VMware l’8 dicembre ha comunicato il termine della disponibilità e del supporto di VMware vCenter AppSpeed, prodotto dalla vita breve e rilasciato nel 2009 a seguito dell’acquisizione di B-hive Networks conclusasi nel 2008.
    Nel comunicato si dice che il focus di VMware è quello di continuare a sviluppare prodotti di gestione in grado di garantire la massima flessibilità, in linea con la crescente espansione nell’uso degli strumenti offerti dalla virtualizzazione e del mondo cloud.
    Questa politica ha portato alla decisione in VMware di non rilasciare ulteriori versioni di vCenter AppSpeed, che terminerà d essere disponibile il 3 di gennaio 2012 ma il cui supporto, secondo le policy di supporto generale, andrà avanti fino a 3 luglio 2013.
    I continui investimenti per supportare il “viaggio dei clienti” verso il cloud computing, hanno portato VMware a sviluppare una soluzione di gestione delle performance applicative più completa: VMware vFabric Application Performance Manager (APM).
    I clienti in possesso di un contratto attivo “Support and Subscription (SnS)” dal primo dicembre fino al rilascio di vFabric APM (gennaio 2012), potranno convertire le licenze di vCenter AppSpeed aggiornandole a vFabric APM senza costi aggiuntivi. Al momento non è previsto un codice di aggiornamento da vCenter AppSpeed a vFabric Application Performance Manager.
    Il prodotto vCenter AppSpeed, con le relative funzionalità, è stato sostituito da vFabric AppInsight, che è a sua volta disponibile nel bundle di vFabric Application Performance Management.
    Per maggiori informazioni è possibile consultare: