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martedì 24 aprile 2012

Utilizzare vCops con vSphere Essentials, Essentials Plus o Standard

Il deployment della vApp di vCenter Operations Manager 5.0, richiede la presenza di un cluster con DRS oppure un host fuori dal cluster e gestito via vCenter, dato che la VAPP è anche un Resource Pool.
 
Visto che non è possibile creare i Resource Pool in un Cluster solo con vSphere HA questo escluderebbe l’uso di vCops per le edizioni Essentials Plus o Standard di vSphere, rendendolo un prodotto utilizzabile solo con le edizioni Essentials, Enterprise ed Enterprise Plus
Paradossalmente per l’edizione vSphere Essentials questo limite non si applica perché le vApp possono essere create anche sul singolo host (se agganciate ad un vCenter), mentre come anticipato i kit Essentials Plus e Standard includono le funzionalità di vMotion e vSphere HA ma non DRS
Questo articolo fornisce un workaround per l’uso di vCenter Operations Manager per gli ambienti che dispongono solo di un cluster con vSphere HA.
Per procedere è raccomandato avere almeno 3 host per evitare di interrompere, anche se temporaneamente, la copertura della protezione di HA. Come procedere:
  • rimuovere uno degli host dal cluster;
  • eseguire il deploy della vApp di vCenter Operations Manager, specificando l’uso di IP statici (l’uso di IP statici è un requisito per questo workaround);
  • ricollocare l’host con la vApp all’interno del cluster, operazione che mostrerà il warning relativo alla distruzione della vApp (ma non delle VM);
  • proseguire ignorando l’errore
Lo spostamento dell’host ESXi nel cluster, con la conseguente distruzione della vApp, ha portato ad avere nell'inventario del cluster2 VM, la “UI virtual machine” e la “Analytics virtual machine”. L’assenza “dell’involucro” offerto dalla vApp non impatta sul funzionamento di vCops, anche se alcune attenzioni sono richieste: ad esempio  sull’ordine di accensione e spegnimento delle VM, compito prima gestito dalla vApp.
Per la fase di spegnimento è necessario procedere con lo spegnimento della “UI virtual machine” aspettare 10 minuti e procedere con lo spegnimento della “Analytics virtual machine” eseguendo l’operazione inversa per la fase di accensione.
Per maggiori informazioni consultare la KB 2013695

venerdì 13 aprile 2012

Fabio Rapposelli parla di SSD al #VMUGIT (Parte 4 di 4)

Ciao a tutti,
Ultima parte (di 4) del video sulla tecnologia SSD:
speaker Fabio Rapposelli
Enjoy

 

Questo video conclude la serie " Fabio Rapposelli speech on SSD technology".

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cheers
\mf

giovedì 12 aprile 2012

Utilizzare più NIC per VMotion

In un precedente articolo si era parlato dei miglioranti per VMotion con vSphere 5, in questo articolo si parlerà di come utilizzare più NIC per VMotion, non solo per ridurre il tempo necessario allo spostamento delle VM, ma anche per spostare VM di grandi dimensioni.
Se configurato adeguatamente ESXi può spostare le VM utilizzando più schede di rete; ovvero il servizio potrà sfruttare più initiator e più target durante lo spostamento, a patto che esistano più NIC sia sull’host di partenza che su quello di destinazione. Il primo task viene eseguito dal vCenter che controlla ogni host e determina la banda complessiva disponibile per VMotion, alcuni esempi:
  • se l’host di partenza ha 1 NIC da 1 GbE così come l’host di destinazione allora verrà aperta una sola connessione
  • se l’host di partenza ha 1 NIC da 1 GbE mentre l’host di destinazione ha 2 NIC GbE verrà comunque aperta una sola connessione
  • se l’host di partenza ha 3 NIC da 1 GbE mentre l’host di destinazione ne ha 1 da 10 GbE, allora verranno aperte 3 connessioni verso l’unica scheda dell’host di destinazione
  • se l’ho di partenza ha 15 NIC 1 GbE e quello di destinazione ha 1 NIC 10 GbE e 5 da 1 GbE allora 10 connessioni verranno aperte verso la sceda 10 GbE e altre 5 verso le schede rimenamenti per un totale di 15 connessioni.
Va ricordato che come best practices si dovrebbe evitare mix di NIC per un servizio (VMotion in questo caso) ma soprattutto gli host dovrebbero avere un layout, a livello di periferiche di I/O, simile fra d loro.
Per permettere a VMotion di sfruttare più NIC è necessario configurare opportunamente le porte VMkernel del Virtual Switch (vmknic) legandole a specifiche porte fisiche (vmnic). In caso di switch con team di schede sarà necessario lavorare a livello di portgroup puntando alla scheda “NIC Teaming”. Questa operazione è fattibile sia per gli standard Virtual Switch che per i Distribuited Virtual Switch (dvs)

Nell'immagine le NIC non legate alla porta VMkernel sono state spostare nell'area"Unused Adapters", è anche possibile classificarle come "Standby Adapters".
Con questa configurazione anche per lo spostamento di una VM verranno impegnate più NIC. Se si usano vengono utilizzati i dvs e non si hanno dei link dedicati a VMotion, è possibile prendere in considerazione l’uso della funzionalità Network I/O Control per prevenire che VMotion saturi tutta la banda a disposizione.
Per maggiori informazioni è possibile consultare:

martedì 10 aprile 2012

Fabio Rapposelli parla di SSD al #VMUGIT (Parte 3 di 4)

Ciao a tutti,
Terza parte (di 4) del video sulla tecnologia SSD:
speaker Fabio Rapposelli
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Rimanete sintonizzati per l'ultimo video " Fabio Rapposelli speech on SSD technology".

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lunedì 9 aprile 2012

Fabio Rapposelli parla di SSD al #VMUGIT (Parte 2 di 4)

Ciao a tutti,
Seconda parte (di 4) del video sulla tecnologia SSD:
speaker Fabio Rapposelli
Enjoy

 

Rimanete sintonizzati per gli altri due video " Fabio Rapposelli speech on SSD technology".

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Fabio Rapposelli parla di SSD al #VMUGIT (Parte 1 di 4)

Ciao a tutti,
Prima parte (di 4) del video sulla tecnologia SSD:
speaker Fabio Rapposelli
Enjoy

 

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venerdì 6 aprile 2012

Spegnere una VM attraverso la CLI

Lo spegnimento di una VM è un’attività abbastanza ordinaria che  spesso viene eseguita direttamente dalla GUI del vSphere Client. In  alcune condizioni è possibile che il comando di spegnimento lasci la VM  in uno stato “ambiguo” nel quale non è concessa nessuna azione legata  allo stato di power.

In questo articolo vengono analizzati 4 metodi per spegnere una VM con la linea di comando via ssh. Prima di procedere è necessario abilitare SSH sull’host ESXi attraverso la DCUI (Direct Console User Interface).
Uso del comando ESXCLI
  • Lanciare il comando “esxcli vm process list”  per ottenere la lista delle VM che sono in esecuzione sull’host, magari  aiutandosi con il comando grep per filtrare l’elenco indicando il nome  della VM
  • Individuata la VM da spegnere eseguire il comando “esxcli vm process kill --type=hard --world-id=” ID trovato dal comando precedente
L’opzione --type  (oppure –t) ha le seguenti opzioni: hard, soft, force
Per maggiori informazioni sul comando è possibile accedere alla pagina d’aiuto del comando.
VS5-esxcli-vm.jpg
Uso del comando vim-cmd
  • Ottenere  la lista delle VM accese sul server ESX lanciando il comando “vim-cmd  vmsvc/getallvm”, anche in questo caso è possibile introdurre un filtro  utilizzando grep
  • Dalla lista mostrata è necessario appuntarsi il Vmid della macchina che si desidera spegnere, lanciando il comando “vim-cmd vmsvc/power.off
È  possibile anche indagare sullo stato di power della macchina  utilizzando il comando “vim-cmd vmsvc/power.getstate” oppure fare lo  shutdown con il comando “vim-cmd vmsvc/power.shutdown”.
VS5-vim-cmd.jpg
Uso del comando kill
L’uso del comando kill è sconsigliato in quanto si corre il rischio di chiudere un processo non appartenete alla VM.
  • Tutto inizia con l’esecuzione del comando “ps –u |grep ”,  che rende la lista dei processi inerenti alla VM. La lista mostra l’ID  del processo ed il Parent ID. L’esecuzione di un ulteriore comando si  Process Status (ps) filtrato sul PID è fatto per maggiore sicurezza.
  • Accertati del PID di procede con il comando “kill
VS5-kill.jpg
Uso di esxtop
  • Come per il comando kill anche l’uso di esxtop per killare un processo è potenzialmente pericoloso. Lanciare “esxtop” e premere “f” per aggiungere il campo LWID (Leader World Id World Group Id) corrispondente alla lettera c. Individuata la VM da spegnere è necessario appuntarsi il codice LWID, premere la lettera k (kill) e immettere LWID.
VS5-esxtop.jpg
Per maggiori informazioni è possibile consultare la KB 1014165

domenica 1 aprile 2012

VMware Studio 2.6: cos'è e a cosa serve

VMware Studio è un virtual appliance che permette agli sviluppatori di trasformare le proprie applicazioni Linux o Windows in Virtual Machine facilmente distribuibili come virtual appliance rendendo quindi molto semplice il processo di test e “consumo” del proprio software ai possibili utilizzatori.
Il software gestisce la creazione, la configurazione e la personalizzazione delle vApp per il loro deployment in ambienti VMware vSphere, o vCloud Director. Con VMware Studio è possibile pacchettizzare la propria applicazione nel formato OVF (Open Virtualization Format), che rende migliore l’esperienza nell’uso dell’applicazione sviluppata in quanto il formato garantisce una facile via per la distribuzione grazie alla maggiore portabilità, indipendenza con l’integrazione di elementi quali la verifica dell’origine del pacchetto, la versione corrente, le delle firme digitali e i termini di licenza imposti dal produttore.
VMware Studio dispone di una interfaccia WEB che permette il controllo di un completo sistema di compilazione, semplificando lo sviluppo di Virtual Appliance e vApps (applicazioni composte da più Virtual Appliance). VMware Studio viene fornito con un plug-in per Eclipse quale integrazione con il proprio ambiente di sviluppo per la programmazione, così come il packaging, di tutte le componenti. Oltre alla interfaccia utente Web, il pacchetto dispone di una CLI per assistere lo sviluppatore nei processi di build automatizzati.
L’8 di marzo è stato rilasciato VMware Studio 2.6, che offre nuove funzionalità quali:
  • supporto per vCenter Server 5.0 and ESXi 5.0;
  • profili precostutuiti (built-in) per vFabric Application Director, con la possibilità di scegliere tra RHEL, CentOS, SLES, e Ubuntu;
  • minuature: quando si costruite un virtual appliance su vSphere utilizzando la web UI, una piccola immagine della console di provisioning appare nella dialog box, è possibili premere sulla miniatura per allargare la finestra ed osservare il processo di build;
  • le VM generate da VMware Studio 2.6 ora utilizzano la release ufficiale delle VMware Tools presenti nella piattaforma utilizzata durante il deployment. Dal vSphere client è possibile determinare l’allineamento delle versioni delle VMware Tools: “Running  (Current)” al posto di “3rd-party/independent”;
  • se una VM creata con VMware Studio 2.6 si avvia senza aver la rete, non è più possibile impostare i parametri del networking senza effettuare il log-in al virtual appliance (nella canonica console blue/grigia);
  • per incrementare la sicurezza sono state aggiornate le componenti interne quali: sfcb, openssl, e lighttpd;
  • il supporto per il formato OVF è stato migliorato consentendo di scegliere tra più opzioni di deployment, l’aggiunta dell’attributo password e la creazione di OVF senza le proprietà di rete;
  • il componente interno ovftool è stato aggiornato, VMware Studio 2.6 supporta l’upload di file OVF nel vCloud Director;
  • le componenti VAMI, come la Web console UI, ora utilizzano un catalogo di messaggi quindi i Virtual Appliance costruiti con VMware Studio potranno essere localizzati, nonostante VMware Studio non sia localizzato.
Prerequiditi per il deploymenti di VMware Studio 2.6:
  • VMware ESX/ESXi 5.0, 4.1, 4.0, o 3.5 attraverso vCenter Server 5.0, 4.1, o 4.0
  • VMware ESX/ESXi 3.5 con VMware VirtualCenter 2.5
  • VMware ESX/ESXi 5.0, 4.1, 4.0, o 3.5
  • VMware Workstation 7.1, 7.0.1, or 6.5.2
  • VMware Cloud Director 1.0
Piattaforme supportate per il deployment dei Virtual Appliance creati con VMware Studio 2.6:
  • VMware vCenter Server 5.0, 4.1, e 4.0
  • VMware VirtualCenter 2.5
  • VMware ESXi 5.0
  • VMware ESX/ESXi 4.1, 4.0, e 3.5
  • VMware Workstation 8.0, 7.1, 7.0, and 6.5
  • VMware Player 4.0, 3.1, 3.0, and 2.5
  • VMware Cloud Director 1.0
Il prodotto è concepito per essere utilizzato dalle software house (ISV), sviluppatori, professionisti IT. VMware ovviamente usa il prodotto per i suoi appliance virtuali.

VMware Studio disponibile gratuitamente, per maggiori informazioni è possibile consultare: