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giovedì 13 settembre 2012

vSphere Data Protection


vSphere Data Protection (VDP) è la nuova soluzione per il backup introdotta da VMware con vSphere 5.1; questo prodotto sostituisce vSphere Data Recovery (VDR) presente nelle precedenti versioni. VDP è basato su EMC Avamar e fornisce numerose funzionalità e molte ottimizzazioni per il backup ed il recovery di VM.
vSphere Data Protection viene distribuito come virtual appliance costituito da 4 vCPU e 4 GB di RAM. Rispetto al predecessore nel quale era necessario aggiungere lo storage quale destinazione dei job di backup, vSphere Data Protection è disponibile in 3 configurazioni in base alla dimensione di spazio utilizzabile per il backup:
  • 500 GB;
  • 1 TB;
  • 2 TB
La pianificazione iniziale è essenziale in quanto non è possibile aggiungere ulteriore storage dopo il deployment dell’appliance. Ovviamente i requisiti di spazio per il backup si basano su diversi indicatori quali: il numero di VM che si desidera proteggere, la quantità di dati, il periodo di retention o conservazione del dato e la percentuale di cambiamento dei dati.
La creazione dei job di backup è una operazione fattibile attraverso il vSphere Web Client dalla scheda Backup di VDP. Nel job è possibile selezionare singole VM o contenitori di VM quali datacenter, cluster, host, resource pool e cartelle. Scegliendo un contenitore tutte le VM in esso contenute verranno protette, di conseguenza le nuove VM verranno aggiunte automaticamente al backup, quelle rimosse non verranno più protette. I backup possono essere pianificati giornalmente, settimanalmente o mensilmente.
Il prodotto prevede diverse metodologie di restore:
  • Full image restore
  • CDP restore
  • File Level Restore (FLR)
Quando è richiesto il ripristino completo di una VM, vSphere Data Protection valuta automaticamente quale metodo utilizzare per l’operazione di restore optando per quello più rapido. Quando viene utilizzata la tecnologia Change Block Tracking per il processo di restore delle VM, il software determina, grazie alle “vSphere API for Data Protection”, quale blocco è stato modificato rispetto all’ultimo restore point e rispristina solo quei blocchi.
Per evitare di sovrascrivere VM esistenti è possibile assegnare alla VM un nuovo nome e datastore di destinazione, in questo ultimo caso il restore sarà di tipo “full image”.
Oltre al restore completo è possibile recuperare singoli file o cartelle contenute nelle VM, cosiddetto File Level Restore, attraverso un tool web-based chiamato vSphere Data Protection Restore Client. Questo sistema permette agli utenti di recuperare in autonomia i propri file.
Per quanto riguarda la reportistica, VDP permette all’amministratore di configurare il sistema per inviare via mail i rapporti contenenti i dettagli dell’appliance, dei job di backup e delle VM che sono state salvate. I rapporti possono essere schedulati ad una specifica ora, per qualsiasi giorno o tutti i giorni della settimana.
VDP dispone anche di un meccanismo di “checkpoint e rollback”. Il checkpoint è un backup del sistema che assiste nel caso ci fosse una corruzione dei dati, ad esempio in caso di crash dell’appliance VDP eseguirà il rollback all’ultimo checkpoint valido. Qualsiasi backup eseguito dopo il checkpoint sarà perso ma si eviteranno dati corrotti.
Per maggiori informazioni è possibile:

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