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sabato 12 luglio 2014

Atlantis ILIO per VDI: pronti…partenza…

…VIA; il traguardo è visibile ma l’arrivarci potrebbe essere complicato.
Nella progettazione di un ambiente per la virtualizzazione dei desktop il corretto dimensionamento dello storage è un argomento tanto chiave quanto complicato e se lo storage è già presente e non idoneo i margini d’azione sono pochi.
Atlantis ILIO per VDI è una prodotto che può venire in aiuto e rendere realizzabili progetti che altrimenti dovrebbero essere abortiti. La proposta di Atlantis Computing prevede 2 soluzioni:
  • Atlantis ILIO Diskless VDI;
  • Atlantis ILIO Persistent VDI
Atlantis ILIO Diskless VDI è l’unica soluzione 100% software che permette di creare vDesktop senza la necessità di usare storage, sfruttando la RAM locale del server. L’uso della memoria e della tecnologia di ottimizzazione dello storage in-memory (Atlantis ILIO In-Memory Storage Optimization Technology) consente di ottenere postazioni virtuali economiche e con prestazioni superiori a quelle dei PC fisici. La RAM, in qualità di storage primario per i vDesktop, assicura che tutte le attività disco avvengano alla velocità della memoria eseguendo task come accensioni, logon, avvio di applicazioni in pochi secondi ed eliminano il traffico IO sugli apparati dello storage. Spostando l’attenzione dall’esperienza utente all’amministrazione, il personale proposto alla gestione potrà eseguire operazioni che coinvolgono centinaia di VM, come il deploy, refersh e recompose, senza dover attendere ore per il compimento del task.
Atlantis ILIO Persistent VDI, respetto al prodotto precedente, è la soluzione per gli utenti che desiderano disporre in un desktop persistente, che possa comunque avere notevoli prestazioni. Come per il pacchetto precedente la RAM può essere utilizzata per assorbire il carico di lavoro prima che questo tocchi lo storage primario, riducendo notevolmente (fino al 95%) la richiesta di IO da parte di un virtual desktop. Atlantis ILIO Persistent VDI può di fatto funzionare in 2 modalità:
  • In memory: la RAM del server viene usata come storage primario per garantire la massima esperienza utente, mentre una piccola parte di storage esterno persistente viene sfruttata per la protezione del dato e la sua disponibilità;
  • VDI Disk-Backed: rappresenta l’opzione migliore per le infrastrutture che dispongono già di storage che necessitano di uno strumento che possa ottimizzare l’ambiente. In questo scenario una parte della RAM viene usata in qualità di cache per assorbire tutte le richieste IO, mente lo storage persistente rimarrà lo storage primario.
In sintesi l’adozione Atlantis per ambienti VDI produce i seguenti benefici:
  • eccezionali prestazioni dei vDesktop;
  • drastica riduzione dei requisiti dello storage;
  • eliminazione dei rischi dovuti ai colli di bottiglia dello storage esistente;
  • possibilità di utilizzare qualsiasi tipo di storage (DAS, NAS, SAN) e sistema;
  • supporto multivendor: Citrix XenDesktop e VMware Horizon View con qualsiasi hypervisor (VMware, Microsoft e Citrix).
Per Maggiori informazioni è possibile consultare le seguenti pagine sul sito del produttore:

lunedì 9 giugno 2014

vCenter Server Heartbeat - EOL

VMware ha annunciato la fine della disponibilità di vCenter Server Heartbeat a partire dal 2 giugno. Il prodotto arrivato alla versione 6.6 quale supporto a vSphere 5.5, rappresentava l’unica soluzione, supportata da VMware, per la protezione di VMware vCenter Server quale applicazione Windows in ambiente fisico o in ambiente virtuale, in questo caso come alternativa a vSphere HA.
VMware avrebbe deciso di provvedere alla protezione di vCenter Server attraverso una propria alternativa soluzione che al momento non è ancora disponibile, tuttavia la best practices del vendor in materia di alta affidabilità del vCenter passa dalla sua installazione quale VM collocato in un cluster in cui vSphere HA sia stato configurato, meglio ancora se si dispone di un Cluster di management ovvero un pool di host ESXi dedicato ad ospitale le virtual machine per la gestione della propria infrastruttura. Senza dimenticare che oltre all’alta affidabilità, vCenter Server dovrà essere sottoposto a backup periodici.
Ovviamente la manutenzione al prodotto continuerà secondo le policy di VMware in materia di ciclo di vita dei prodotti (VMware Life Cycle policy), fino al 19 settembre 2018.
Per maggiori dettagli è possibile consultare l’annuncio sul sito VMware.

lunedì 3 marzo 2014

VMware Infrastructure Planner

VMware Infrastructure Planner è un tool/servizio che elabora i dati prestazionali del proprio ambiente virtuale con lo scopo di generare un report che illustra le opportunità di risparmio che un’architettura SDDC potrebbe portare. Il servizio è disponibile all’utenza finale attraverso i partner VMware.
VMware Infrastructure Planner rappresenta lo strumento moderno per comprendere l’aspetto “monetario” del viaggio verso il SDDC, ed è una sorta di evoluzione del Capacity Planner, il tool VMware per l’assessment dell’ambiente fisico agli inizi della server consolidation. E’ opportuno ricordare che, come per il Capacity Planner, anche questo prodotto invia esternamente dei dati, tuttavia vengono trasmessi solo i dati rilevanti alla produzione del report; nessuna informazione relativa all’ambiente virtuale (comprese location, indirizzi IP, hostname) verrà collezionata. I dati, inoltre, vengono inviati al portale in modo sicuro via SSL.
L’infrastruttura sorgente dovrebbe già disporre di vCenter Operations Manager (almeno versione 5.7) sopra il quale verrà collocato un ulteriore pacchetto di software che permetteranno l’elaborazione del report. La durata del servizio varia dalle poche ore, se vCOPS è già installato, ad almeno una settimana proprio per permettere l’installazione di vCOPS e la raccolta dei dati prestazionali dell’ambiente. Il documento generato da VMware Infrastructure Planner consente di “tradurre” le metriche raccolte da vCOPS in una valorizzazione economica, il report prodotto è strutturato in categorie, per permetterne una facile comprensione, come: area computazionale, storage, networking.
VMware Infrastructure Planner è ideale per i clienti:
  • che non dispongono di VMware vCenter Operations Manager (vCOps), VMware VSAN, VMware vCloud Networking and Security/VMware NSX, o di VMware vCenter Configuration Manager;
  • che dispongono si vSphere edizione Standard o superiore e lavorano in ambienti complessi;
  • che stanno valutando l’acquisizione di vCloud Suite o intendono intraprendere il viaggio del SDDC
Per i partner VMware Infrastructure Planner può essere utilizzato in diversi momenti durante l’approccio con il proprio utente finale:
  • All’inizio per attirare l’attenzione del cliente ed evidenziare i costi della propria infrastruttura fisica;
  • In una fase avanzata quale strumento per l’adozione di tecnologie più avanzate capaci di fare leva su quanto è già disponibile;
  • Ed infine quale documentazione aggiuntiva per il calcolo del ROI/TCO
Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina del tool sul sito VMware